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Bologna, incidente in A14: ultimi accertamenti Arpae su inquinamento residuo

I risultati delle analisi su aria e terreni per la verifica dell´inquinamento residuo.

(14/08/18) 

A completamento dell´attività di monitoraggio nell´area coinvolta dal grave incidente del 6 agosto, nel tratto autostradale di Borgo Panigale, sono stati effettuati 2 campioni di aria ambiente, utilizzando dei campionatori ad alto volume (con 24 ore di campionamento) e su questi sono stati ricercati gli Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA) e diossine (PCDD e PCDF). Il campionamento è stato effettuato in due punti sottovento e prossimi al luogo dell’incidente:

  • il giardino delle Scuole Dell’Infanzia Comunali Villa May di via Elio Bragaglia, 28 – Bologna

  • il cortile dell’impresa edile e abitazione di via Caduti di Amola, 11 – Bologna.

Riguardo agli IPA, il benzo(a)pirene, il composto di maggiore pericolosità, è risultato inferiore al limite di rivelabilità di 0,01 ng/Nm3, quindi inferiore di due ordini di grandezza al Valore Obiettivo (VO) medio annuale di 1,0 ng/m3 stabilito dal D.Lgs. 155/2010, norma che regola la qualità dell´aria ambiente.

Per la loro rilevanza tossicologica, il D.Lgs. 155/2010 richiede la misurazione anche delle seguenti sei specie chimiche:
- benzo(a)antracene
- benzo(b)fluorantene
- benzo(j)fluorantene
- benzo(k)fluorantene
- indeno(1,2,3,c-d)pirene
- dibenzo(a,h)antracene.

In entrambe le postazioni di misura, queste risultano per la maggior parte inferiori al limite di rivelabilità di 0,01 ng/Nm3, solo l’indeno(1,2,3,c-d)pirene risulta rilevabile e poco superiore alla media annuale rilevata nella stazione di monitoraggio di Bologna - Porta San Felice.

E´ stata rilevata la presenza di altri IPA (naftalene, fluorene, fenantrene, pirene, ecc.), sicuramente in parte dovuti anche alla combustione dei motori Diesel delle macchine operatrici che eseguivano la demolizioni delle parti lesionate del cavalcavia proprio nelle vicinanze dei campionatori.

In merito alle diossine, i valori misurati in entrambe le postazioni (circa 20 fg I-TEQ/m3) sono comparabili con le concentrazioni atmosferiche di fondo in ambiente urbano e inferiori al valore limite indicato dall’Organizzazione mondiale della sanità WHO di 150 fg WHO-TEQ/m3.

Per quanto riguarda la matrice terreno, sono stati effettuati 5 campioni, prelevando uno strato di top-soil minimo (1-2 cm) privato per quanto possibile dalla vegetazione, al fine di non diluire la parte evidentemente più esposta del suolo con il terreno sottostante.

I punti di campionamento sono stati posizionati  in un´area verde ad uso pubblico adiacente alla zona dove si è verificato l’incendio e l’esplosione, in posizione sottovento rispetto alla stessa. 

Gli inquinanti ricercati sono Diossine, Furani e Idrocarburi Policiclici Aromatici. I valori ottenuti sono conformi ai limiti di legge per uso verde e residenziale (all. 5 parte V . D.Lgs. 152/06). 

In conclusione la velocità con cui si è esaurito l´incendio e la natura stessa delle sostanze coinvolte, solventi diluiti e GPL, estremamente volatili e infiammabili i primi ed esplosivo con decomposizione integrale (CO2 e H2O) il secondo, non ha lasciato residui di inquinamento chimico nell´aria e nei terreni.

 

LE ATTIVITÀ SVOLTE DA ARPAE

Arpae è intervenuta lo stesso giorno per le prime verifiche della qualità dell’aria (vedi nota del 6 agosto).

L´Agenzia ha poi svolto ulteriori approfondimenti sulla base di un Piano di monitoraggio specifico definito e condiviso con il Dipartimento di Sanità Pubblica per la situazione di emergenza (vedi nota del 8 agosto e 9 agosto ).

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