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Libri - anno 2014

ECOSCIENZA N. 6/2014

Pubblicazioni segnalate in questo numero:

QUALITÀ DELL’AMBIENTE URBANO
X Rapporto, edizione 2014, Ispra, 2014, Rapporto 53/2014, 936 pp., distribuzione gratuita, www.isprambiente.it, http://bit.ly/13r7a5Z

Il rapporto presenta i dati relativi alle principali tematiche ambientali in 73 comuni capoluogo di provincia. Consumo di suolo, mobilità, verde, qualità dell’aria, rifiuti sono solo alcuni dei temi trattati per restituire un corpus di informazioni sempre più completo, solido, confrontabile e utile ad approntare politiche di sostenibilità alla scala locale. Il rapporto è completato dal focus di approfondimento tematico Le città e la sfida dei cambiamenti climatici ricco di contributi scientifici multidisciplinari sui temi di adattamento e mitigazione e dal volume L’ambiente urbano: conoscere e valutare la complessità, la prima esperienza di valutazione integrata sull’ambiente urbano svolta dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente costiutito da Ispra e dalle Agenzie regionali e provinciali per l’ambiente (Ispra/Arpa/Appa). Tra le evidenze emerse dal rapporto: nelle aree urbane, dal 2000 al 2012, le emissioni di PM risultano quasi sempre in diminuzione, con una riduzione complessiva del 37%. Per quanto riguarda le emissioni di ossidi di zolfo, significativo è l’apporto del trasporto marittimo nazionale che vede una riduzione del 66%, mentre aumentano quelle dovute al trasporto marittimo internazionale (+33%). Nonostante queste diminuzioni, i livelli di PM continuano a essere troppo elevati. Situazione sempre più critica per quanto riguarda la quantità di suolo consumato: tra le città esaminate le più alte percentuali di consumo si trovano a Napoli e Milano, con valori superiori al 60%, e a Torino e Pescara con oltre il 50%.

FIORITURE ALGALI IN ADRIATICO
Il bacino padano-adriatico tra sviluppo e scienza. A cura di Attilio Rinaldi, La Mandragora editrice, collana Subacquea, 2014 280 pp., 19,00 euro 

L’insieme delle attività di studio e monitoraggio realizzate nell’Adriatico nord-occidentale è davvero rilevante. Non è azzardato supporre che quest’area di mare sia una delle più studiate e monitorate del Mediterraneo, un esempio importante per l’oceanografia costiera. A essa si collegano ricordi soprattutto di persone che operano presso la Struttura oceanografica Daphne di Arpa Emilia-Romagna e del Centro ricerche marine di Cesenatico; tra questi Romano Viviani, Roberto Marchetti e Richard Albert Vollenweider. Il libro racconta il percorso e i risultati raggiunti, anche come contributo per mantenere viva la memoria collettiva. Secondo l’autore nell’era dello “sviluppo responsabile”, dove urgono decisioni per porre fine ai “guasti”, l’esempio del “caso Adriatico” calza alla perfezione: è sorto un problema, lo si è studiato, sono stati definiti i fattori causali e su di essi si è intervenuti. L’Adriatico è oggi un mare diverso rispetto a quello degli anni 80. Si può parlare di successo? Certamente, anche se c’è ancora da fare per affermare che il nostro mare è tornato alle sue normali condizioni. Assume inoltre valore lo straordinario livello di conoscenza nel tempo acquisito sui fenomeni indesiderati che di tanto in tanto si manifestano, sui fattori causali che li determinano, sugli impatti ambientali che possono generare, sul discrimine tra eventi fisiologici (naturali) e indotti per cause antropiche, sugli aspetti previsionali e altro ancora.
La prima parte del libro è dedicata gli aspetti connessi alla partecipazione nel contesto socio-economico e amministrativo, alla storia di quel periodo e ai principali attori che la sostennero; nella seconda parte si illustrano l’elaborazione dei dati, il significato scientifico del concetto di trofia e le tendenze temporali e spaziali del fenomeno.

NOW. No more Organic Waste
Gaëlle Ridolfi, Alessandra Vaccari, Edizioni Ambiente, Collana FreeBookAmbiente, 2014 http://bit.ly/1AsdXro, http://freebook.edizioniambiente.it/

No more Organic Waste è un progetto realizzato nell’arco di tre anni dalla cooperativa sociale onlus Cauto di Brescia, con il sostegno del programma Life+ della Commissione europea. Il modello messo a punto da Now ritira i beni alimentari donati dalla grande distribuzione organizzata per convogliarli verso le associazioni che distribuiscono pasti alle persone in difficoltà. La Dispensa sociale agisce come una piattaforma che garantisce la qualità dei cibi, la tracciabilità dei flussi e la variabilità dei pasti. Così facendo riduce lo spreco di alimenti preziosi e la quantità di rifiuti, gli impatti sull’ambiente e, creando occupazione, partecipa all’avvento di un’economia circolare inclusiva. In questo senso quella di Now è un’esperienza che anticipa la realizzazione degli obiettivi recentemente espressi dalla Commissione europea nella comunicazione Verso un’economia circolare: programma per un’Europa a zero rifiuti del 2 luglio 2014.
Le autrici – tra le maggiori esperte italiane sul tema – illustrano il modello e la definizione del set di indicatori selezionati per ridurre lo spreco alimentare.

ENERGIA RISORSE, AMBIENTE
A cura di Vincenzo Balzani e Margherita Venturi Zanichelli editrice, collana Frontiere della scienza, 2014 Volume unico Libro digitale, 256 pagine, 20 euro EBook volume unico, 14,60 euro

La Terra è una gigantesca astronave che viaggia nell’universo con i suoi sette miliardi di abitanti. L’unico aiuto esterno è l’energia proveniente dal Sole, la stessa energia che ha permesso la nascita della vita e lo sviluppo della nostra civiltà. L’energia rappresenta la sfida più grande che l’umanità deve affrontare nei prossimi anni, ed è tra i protagonisti di questo libro. L’altro protagonista è l’uomo, responsabile della situazione attuale e protagonista delle scelte e delle azioni che disegnano il futuro, il dove andare. Il volume, pubblicato nella collana editoriale pensata per studenti delle scuole medie superiori, contiene – oltre a dati aggiornati sullo stato delle risorse e sulle disponibilità di energia, a schede di approfondimento in italiano e in inglese, ad esempio sull’incidente nucleare di Fukushima, sul mito dell’idrogeno – spunti per svolgere ricerche online ed esercizi in italiano e in inglese.
La versione ebook contiene anche 160 esercizi interattivi e la tavola periodica degli elementi interattiva.

LAND GRABBING. COME IL MERCATO DELLE TERRE CREA IL NUOVO COLONIALISMO
Sefano Liberti, Minimum Fax, 2011, 244  pp., 15,00 euro

A partire dalla crisi alimentare e finanziaria del 2007, paesi come l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi, la Libia, la Corea del Sud, che dispongono di grandi risorse economiche ma non di spazi sufficienti per garantire la sicurezza alimentare ai propri abitanti, hanno cominciato a negoziare l’acquisto e l’affitto di enormi quantità di terra nelle nazioni africane o sudamericane; lo stesso stanno facendo le grandi multinazionali dell’agrobusiness e una serie di società finanziarie.
Viaggiando fra le valli dell’Etiopia, le foreste dell’Amazzonia, la borsa di Chicago, le convention finanziarie a Ginevra, gli uffici della Fao, Liberti porta alla luce il fenomeno complesso del land grabbing, e spiega come i legami fra politica internazionale e mercato globalizzato stiano cambiando il volto del mondo in cui viviamo. Il libro-inchiesta, uscito nell’edizione originale nel 2011, è in seguito stato pubblicato anche nelle traduzioni in inglese (ed. Verso, a cui si riferisce l’immagine di copertina a fianco), tedesco, francese e spagnolo, mentre sono in preparazione le edizioni in arabo, cinese e coreano (a pag. 31 della rivista)

Rapporto ENERGY SUPPORT MEASURES AND THEIR IMPACT ON INNOVATION IN THE RENEWABLE ENERGY SECTOR IN EUROPE. Misure a sostegno dell’energia rinnovabile in Europa e loro impatto sull’innovazione nel settore dell’energia. Agenzia europea per l´ambiente (Eea).
La relazione evidenzia che gli incentivi messi a disposizione negli ultimi anni a sostegno delle rinnovabili hanno inciso positivamente nel mercato dell’energia: si è osservato infatti un sensibile incremento di innovazione tecnologica e di investimenti finanziari. Ciononostante, va detto che permangono attive politiche a sostegno delle fonti energetiche convenzionali (combustibili nucleari e fossili): il rapporto fa riferimento a 582 misure totali adottate nel 2012 in 32 stati membri, il 53% riconducibili a combustibili fossili e il 41% finalizzati a energia da fonti rinnovabili. Va specificato, comunque, che il report si riferisce prevalentemente a dati rilevati in solo quattro paesi: Repubblica Ceca, Paesi Bassi, Spagna e Svizzera.
Il rapporto ribadisce che i supporti finanziari a sostegno delle energie rinnovabili possono incidere positivamente sull’innovazione, permettendo all’Europa di trarre possibili benefici economici  e, soprattutto, di rimanere tecnologicamente all’avanguardia. La relazione ha rilevato infatti che nei paesi dove la tassazione per le emissioni di biossido di carbonio è più elevata, maggiore è lo stimolo verso l’innovazione, a giudicare dal numero più alto di domande di brevetti presentati nel settore delle tecnologie rinnovabili.
Il rapporto è disponibile qui.

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ECOSCIENZA N. 5/2014

Pubblicazioni segnalate in questo numero:

IMPACTS OF SHORT ROTATION FORESTRY PLANTATIONS ON ENVIRONMENT AND LANDSCAPE IN MEDITERRANEAN BASIN
Ispra, 2014, Rapporto 196/2014, 115 pp, distribuzione gratuita, http://www.isprambiente.it/, http://bit.ly/1wdyYDY

L’espressione SRF descrive sistemi forestali per la produzione di biomassa per fini energetici o industriali, utilizzando specie arboree forestali a rapida crescita, coltivate a distanza più densa e gestione più intensiva rispetto ai tradizionali sistemi selvicolturali. Tipicamente, il taglio avviene dopo 2-25 anni dalla piantagione, a seconda del prodotto finale desiderato e di numerosi altri fattori. In particolare, i cedui a ciclo breve si riferiscono a forme particolari di SRF, in cui le piante di specie a rapida crescita, come salici (Salix spp.), Robinia (Robinia spp.) e pioppo (Populus spp.), in grado di rigenerarsi dal ceppo dopo il taglio, sono ceduate a intervalli che vanno da 2 a 6 anni. I cedui SRF sono considerati strumenti chiave per raggiungere gli obiettivi fissati dalla direttiva Ue sulle energie rinnovabili. Una potenziale implementazione su larga scala di cedui SRF avrà indubbiamente conseguenze, positive e negative, su una serie di caratteri ambientali. Questo rapporto prodotto da Ispra nell’ambito del progetto Proforbiomed, presenta gli effetti potenziali che i cedui SRF hanno sulle risorse idriche, sul suolo, sulla diversità biologica e sul paesaggio in ambiente mediterraneo.

PRIMO NON SPRECARE. Dieci ingredienti per una ricetta anticrisi.
Andrea Segrè, Collana I Corsivi, Corriere della Sera, 2014, E-book, 1,99 euro iTunes, Amazon

Lo spreco alimentare domestico – il cibo ancora buono che finisce nei rifiuti – in Italia vale circa mezzo punto del Pil, oltre otto miliardi di euro. Eppure l’Istat ci dice che gli italiani che vivono e si alimentano sotto la soglia di povertà relativa sono più di dieci milioni. L’equazione si risolverebbe ri-destinando quasi ottocento euro di spese alimentari a testa, se la matematica non fosse un’opinione e il cibo si potesse effettivamente recuperare. Invece non è esattamente così. Ma invertire concretamente la rotta si può, spiega Andrea Segrè in queste pagine, trovando un equilibrio tra due sostantivi che sono alla base dello stare al mondo: sostenibilità e rinnovabilità. E compone un’ideale “tavola” fatta di dieci “comandamenti” per un futuro migliore: primo, non sprecare. E poi recuperare, azzerare, prevenire, mantenere, rifiutare, ma anche riciclare, circolare, sostenere, rinnovare, valorizzare. In due parole, applicare la nostra intelligenza ecologica. Perché la sfida del futuro è legata al riconoscimento di essere parti integranti di un unico pianeta, connessi – il più felicemente possibile – a ogni altra forma vivente.

UN’ALTRA EUROPA. Sostenibile, democratica, paritaria, solidale.
A cura di Silvia Zamboni, prefazione di Edo Ronchi, Edizioni Ambiente, 2014, 200 pp, 18,00 euro

Dove va l’Europa? Quali sfide cruciali incalzano l’Unione sul piano economico, sociale e ambientale? Contro la crisi economica e la deriva euroscettica oggi c’è bisogno di un’altra Europa. Con uno sguardo “lungo”, che va oltre la scadenza elettorale dello scorso maggio per il rinnovo del Parlamento europeo, questo libro intende offrire – attraverso le voci di alcuni autorevoli protagonisti del dibattito sul futuro dell’Europa – materiale su cui riflettere e una nuova prospettiva in cui rilanciare l’obiettivo di un’Europa diversa: sostenibile, democratica, paritaria, inclusiva, solidale, fuori dalla crisi economica, sociale e generazionale. Un’Europa impegnata nella lotta ai cambiamenti climatici e che promuove le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica, che combatte ogni forma di discriminazione delle donne, che riduce le spese militari a favore della spesa sociale, che è più vicina ai cittadini. Un’Europa che riparta dal disegno originario di un’Unione politica solidale, per migliorare davvero le condizioni di vita di tutti noi.
Silvia Zamboni, giornalista, è stata assessora all’Ambiente del Comune di Bologna. Ha collaborato e collabora a varie testate giornalistiche; per Rai 3 ha condotto il programma Greenpeace e ha ideato e condotto diversi cicli di trasmissioni sui temi della sostenibilità. È autrice di Ecogalateo (1988), Città contro l’effetto serra (2005, con Karl-Ludwig Schibel), Rivoluzione bici (2009). Ha curato il libro-intervista Vento a favore di Edo Ronchi e Pietro Colucci (2011).

IN BREVE

Energy Efficiency Market Report 2014 pubblicato dall’Agenzia internazionale dell’energia (Iea). Il report mette in evidenza l’importanza crescente del tema efficienza energetica, che sta diventando una questione centrale nelle strategie e nelle politiche dei governi e degli enti sovranazionali; si valuta che il mercato a essa legato valga circa 310 miliardi di dollari all’anno. Sempre più imponente è l’ammontare degli investimenti in efficienza energetica, maggiore di quello destinato alla generazione di elettricità da fonte rinnovabile, da fonti fossili o gas.
Disponibile a pagamento su http://www.iea.org/.

Disponibile il report Benchmarking della società dell’informazione in Emilia-Romagna, edizione 2014 pubblicato dalla Regione Emilia-Romagna, che monitora la diffusione dell’ITC sul territorio. Interessante il quadro che ne emerge anche per chi deve progettare o innovare servizi ambientali: tra il 2010 e il 2013 è aumentato del 9% il numero delle persone che usa Internet (60%, il 57% lo usa almeno una volta alla settimana). L’85% degli utenti Internet utilizza regolarmente il servizio e-mail; il 53% è attivo sui social network. In flessione invece l’uso del web per relazionarsi con la PA; il 54% degli enti locali è presente su Facebook e il 47% usa la newsletter come mezzo di comunicazione unidirezionale. Cresce, infine, l’offerta di servizi online interattivi rivolti a cittadini e imprese.
Il rapporto è disponibile sul sito http://www.regione.emilia-romagna.it/ (http://bit.ly/12bnfwo)

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ECOSCIENZA N. 4/2014
Pubblicazioni segnalate in questo numero:

RAPPORTO RIFIUTI URBANI - Edizione 2014
Ispra, 2014, 222 pp, distribuzione gratuita,

Presentato a Roma lo scorso luglio, il Rapporto rifiuti urbani di Ispra, realizzato con la collaborazione delle Agenzie ambientali, conferma anche per il 2013 il trend in calo degli ultimi anni, essenzialmente dovuto alla crisi economica; nell’ultimo anno il Pil e le spese delle famiglie fanno registrare contrazioni rispettivamente dell’1,9% e del 2,5%, a fronte di una riduzione più contenuta del dato di produzione dei rifiuti urbani (-1,3%, quasi 400 mila tonnellate in meno rispetto al 2012). Cresce ancora la differenziata nel 2013, raggiungendo il 42,3% della produzione nazionale, oltre 2 punti in più rispetto al 2012; il Nord, con 54,4%, è la macroarea italiana che registra il tasso più alto di differenziata, segue il Centro (36,3%) e il Sud (28,9%). Veneto e Trentino Alto Adige si attestano al 64,6%, mentre l’Emilia-Romagna è al 53%.
Lo smaltimento in discarica e` ancora una forma di gestione molto diffusa (il 37% dei rifiuti urbani prodotti), tuttavia il riciclaggio delle diverse frazioni provenienti dalla differenziata o dagli impianti di trattamento raggiunge il 38,7% della produzione. Il 18,2% dei rifiuti urbani prodotti è avviato a incenerimento.
Il report sui rifiuti urbani – che fornisce l’analisi dei dati relativi a produzione, raccolta differenziata, gestione e costi dei servizi, oltre al trasporto transfrontaliero – quest’anno aggiunge i risultati del censimento relativo ai Comuni che hanno effettuato il passaggio a Tares. Su un campione di 1.331 comuni, il 16,45% del numero dei comuni italiani, che copre una popolazione di 12.936.043 abitanti, il 75,6% (1006 comuni) ha effettuato il passaggio a Tares, per il 19,5% dei comuni campione (259 comuni) il passaggio è in corso, mentre per il restante 5% (66 comuni) il passaggio è sospeso in attesa di chiarimenti normativi. Il rapporto è disponibile solo in formato elettronico sul sito di Ispra.


231 E AMBIENTE  - Spunti operativi e casistica

A cura di Mara Chilosi
Filodiritto Editore, 2013, 350 pp, 39,00 euro

Responsabilità degli enti e reati ambientali: è questo il delicato connubio del quale si occupa il volume curato dall’avvocato Chilosi. Grazie ai contributi di docenti universitari, magistrati e professionisti con esperienza nel settore (Nicola Mazzacuva, Enrico Amati, Andrea Martelli, Tommaso Epidendio, Stefano Rossi, Enrico Cieri) l’opera fa un bilancio del primo biennio di applicazione della disciplina della responsabilità amministrativa degli enti dipendente da reati ambientali introdotta dal Dlgs n. 121/2011; privilegiando un approccio concreto, il volume fornisce indicazioni pratiche alle differenti figure professionali coinvolte nell’applicazione della materia (imprese, professionisti, organi di controllo), con particolare riferimento alle modalità di implementazione del modello 231, all’attività dell’organismo di vigilanza fino all’eventuale fase di difesa dell’ente nel processo.

Recensione di Maria Elena Boschi, Arpa Emilia-Romagna


REPORT EEA “ENVIRONMENT, HEALTH AND WELL-BEING”
2014, Report Eea Scientific Committee Seminar on Environment, Human Health and Well-Being, 37 pp.

Ci sono prove che il cambiamento climatico sta rendendo il polline più forte e si sta estendendo la stagione di diffusione dei pollini. Guardando al futuro, le autorità sanitarie potrebbero trarre vantaggio dalle proiezioni sui cambiamenti climatici per anticipare e promuovere misure di adattamento ai rischi per la salute. Questo esempio, tratto dal rapporto Environment, health and well-being mostra l’importanza di considerare contestualmente ambiente, salute e benessere, anziché separatamente, perché questi temi interagiscono in modi complessi, con un’ampia gamma di costi e benefici per la società.
Il rapporto, pubblicato dal Comitato scientifico dell’Agenzia europea dell’ambiente (Eea), fa seguito al seminario dello scorso 12 febbraio, che ha messo a confronto esperti e decisori in molti campi diversi. Molti partecipanti hanno sollecitato un nuovo tipo di scienza interdisciplinare che abbia una visione sistemica e che guardi ai nessi e agli effetti, positivi e negativi, tra queste aree generalmente separate. Può sembrare che non ci sia niente di nuovo nel considerare insieme diversi ambiti: l’inquinamento atmosferico, ad esempio, è spesso stato considerato in relazione alle sue implicazioni sulla salute. Ma il report sostiene che la ricerca dovrebbe ulteriormente incorporare tali aree, permettendo di acquisire una comprensione sistemica di cause ed effetti molteplici. Prevedere i cambiamenti sistemici può essere molto difficile, ma questo sembra sempre più essere il modo più razionale di prepararci al futuro.


IN BREVE

Innovating Food, Innovating The Law. Ebook a cura di Mariachiara Tallacchini, Fernando Leonini, Matteo Ferrari.
Formato ePub e Mobi, 1,49 euro. Se agricoltura, produzione e distribuzione alimentare si radicano nella storia dell’umanità, esse sono state radicalmente ridefinite dall’azione congiunta di tecnoscienza, policy e diritto. Il volume esplora quattro aree legate al cibo, all’interfaccia tra innovazione tecnoscientifica e giuridica.

La Commissione europea ha pubblicato la brochure EMAS Accommodation Factsheet sulle strutture ricettive registrate Emas per consigliare un turismo più ecosostenibile; sono tre le tipologie di strutture considerate nei maggiori paesi dell’Europa: hotel, campeggi e affitta camere.

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ECOSCIENZA N. 3/2014
Pubblicazioni segnalate in questo numero:

Biodiversità, disturbi, minacce Dall’ecologia di base alla gestione e conservazione degli ecosistemi
Corrado Battisti, Michela Conigliaro, Gianluca Poeta e Corrado Teofili
Forum Editrice universitaria udinese, 2014 - 238 pp, 29,50 euro, www.forumeditrice.it

Il testo è un documento introduttivo ai temi dell’ecologia del disturbo e dell’analisi delle minacce e fornisce concetti e approcci schematici, utili in condizioni operative a coloro che lavorano in ambiti territoriali sottoposti all’azione trasformatrice dell’uomo: ricercatori, professionisti e operatori del settore ambientale potranno trovare spunti e suggerimenti per scegliere modalità e approcci da utilizzare in presenza di situazioni di conflitto tra componenti naturali e attività, opere o eventi di origine antropica.
La prima parte del volume è incentrata sull’inquadramento teorico-disciplinare dell’ecologia del disturbo, mentre la seconda è dedicata all’analisi delle minacce di derivazione antropica. Sono trattati in particolare i temi relativi alla nomenclatura standard delle minacce di origine antropica, alla definizione delle relazioni causali tra gli eventi di origine antropica e le componenti ambientali individuate come target di conservazione, alla quantificazione speditiva (a grana grossa, coarse-grained) dei regimi di minaccia e del loro impatto sulle differenti componenti ambientali, facilitando così la comparazione tra eventi gerarchicamente differenti e, quindi, la definizione di priorita` nelle strategie di gestione e conservazione. Numerosi sono inoltre i contributi di specialisti che hanno affrontato, secondo ottiche e prospettive differenti, i temi relativi ai concetti di disturbo, minaccia, stress, pressione e impatto.

L’acqua che mangiamo Cos’è l’acqua virtuale e come la consumiamo
A cura di Marta Antonelli, Francesca Greco
Edizioni Ambiente, 2013, 288 pp, 25,00 euro

La produzione di un kg di carne di manzo richiede 16 mila litri di acqua; per produrre una tazza di caffè ci vogliono 140 litri di acqua; l’impronta idrica della Cina è di circa 700 metri cubi all’anno pro capite; l’agricoltura, con il 70%, è l’attività umana più idroesigente (segue l’industria, con il 22%, mentre l’8% riguarda l’uso domestico). Bastano questi numeri per comprendere come la disponibilità di acqua, la gestione e l’uso delle risorse idriche siano temi con importanti implicazioni economiche, sociali e politiche. Il libro spiega tutto questo con un approccio multidisciplinare e può essere considerato un “ponte” tra chi svolge ricerca accademica e scientifica e chi si interessa alle grandi questioni della sostenibilità ambientale. Molteplici sono le chiavi di lettura proposte attraverso il contributo dei più grandi esperti nel mondo. Tra questi, per la prima volta pubblicati in Italia, si segnalano i contributi di Tony Allan, ideatore del concetto di “acqua virtuale” (l’acqua contenuta in tutti i beni e i servizi che consumiamo) e di Arjen Hoekstra, che ha elaborato il concetto di “impronta idrica” e fondato il Water Footprint Network.
Le autrici sono membri del London Water Research Group e hanno incarichi nell’ambito di programmi e progetti internazionali sul tema delle risorse idriche.

Conservare il valore L’industria del recupero e il futuro della comunità
Simonetta Tunesi
Edizioni Luiss University Press, 2014, 372 pp, 24,00 euro

Questo libro parla di un particolare tipo di valore: quello contenuto negli oggetti che compriamo, usiamo e gettiamo, trasformandoli in rifiuti. Quali sono le conseguenze di queste nostre azioni? Come sono gestiti i rifiuti in Italia e in Europa, e cosa succedeva quando, in passato, “i rifiuti non erano un problema”? “Smaterializzare” la produzione nei paesi di vecchia industrializzazione ha portato a una riduzione del consumo delle risorse? A questi interrogativi risponde il volume che esamina gli elementi sociali, istituzionali e tecnologici che ruotano attorno al dualismo consumo/risparmio delle risorse e al sistema industriale che rende possibile la gestione dei rifiuti. Per affrontare una domanda di più ampia portata – se sia possibile una modernità diversa da quella finora conosciuta – l’autrice riflette sulle alternative possibili e sulla necessità di distinguere tra ciò che può essere portato a termine da ogni cittadino, la modifica del proprio stile di vita, e ciò che invece la comunità richiede a politici e amministratori: le decisioni sull’architettura normativa e le soluzioni impiantistiche. Il libro descrive un metodo scientifico con cui valutare le strategie che le istituzioni possono adottare per risolvere la complessità dei problemi connessi alla generazione e gestione dei rifiuti, e raggiungere lo scopo di conservare il valore.
Simonetta Tunesi e` chimico ambientale, e` Honorary Research Associate di University College of London. Si occupa di analisi ambientale e organizzativa della gestione dei rifiuti.

In breve
Impronta idrica, disponibili le pubblicazioni The Water Footprint Assessment Manual e The Water Footprint of Modern Consumer Society. Le due pubblicazioni sono il risultato del lavoro interdisciplinare di scienziati e ricercatori che aderiscono al Water Footprint Network e che intendono fornire supporto alle istituzioni, ai decisori politici, alle associazioni no profit e al mondo scientifico e della ricerca per risolvere il problema globale della disponibilità e dell’uso delle risorse idriche di qualità.

Pubblicati i dati del registro europeo E-PRTR: le emissioni e i trasferimenti di sostanze inquinanti di 31.500 industrie. Il Registro integrato delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti (E-PRTR) è un prodotto online pubblicato da Commissione europea e Agenzia europea per l’ambiente (Eea) che contiene informazioni sulle emissioni e gli scarichi di industrie in 32 paesi (oltre agli stati membri Ue, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Svizzera e Serbia). I dati 2012 riguardano 59 sostanze inquinanti rilasciate nell’aria, 66 nell’acqua, 55 nelle acque di scarico e 14 nel suolo.
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Libri - Ecoscienza 2/2014 (pdf)

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