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Martedi, 27 Giugno 2017
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Qualità dell´aria, situazione in Europa e nuovi limiti di emissione

Approvata la nuova direttiva sui limiti nazionali di emissione. Un nuovo rapporto EEA evidenzia il forte impatto sulla salute.

(25.11.2016) 



Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva i nuovi limiti nazionali sulle emissioni delle principali sostanze inquinanti, tra cui NOx, particolato e biossido di zolfo, da raggiungere entro il 2030. Tali tetti sono già stati informalmente concordati con la Presidenza del Consiglio dei Ministri Ue.  

"L´inquinamento atmosferico è la prima causa ambientale di morte nell’Ue", ha dichiarato la relatrice Julie Girling (ECR, UK). "Il contesto politico è cambiato drasticamente nel corso degli ultimi tre anni, con il problema della qualità dell´aria balzato agli onori della cronaca a livelli senza precedenti, insieme allo scandalo VW e la questione delle emissioni reali di guida. Forse si deve ammettere che abbiamo passato gli ultimi dieci anni concentrandosi sulla CO2, trascurando la qualità dell´aria", ha aggiunto.

"Credo fermamente che questo voto sia un passo nella giusta direzione. Non rappresenta la soluzione ideale, ma rappresenterà un importante miglioramento per la salute dei nostri cittadini”, ha concluso.

Nella nuova normativa, approvata con 499 voti a favore, 177 contrari e 28 astensioni, si stabiliscono gli impegni nazionali per la riduzione delle emissioni di biossido di zolfo (SO2), ossidi di azoto (NOx), composti organici volatili non metanici (COVNM), ammoniaca (NH3) e particolato fine (inferiore a un diametro di 2,5 micrometri, PM 2,5).

Tali proposte potrebbero ridurre l´impatto dell´inquinamento atmosferico sulla salute di circa il 50% entro il 2030. 

Vai al comunicato del Parlamento europeo

Breve scheda sugli obiettivi di riduzione delle emissioni

Infografica su inquinanti, fonti, effetti e potenziali azioni

 

Il nuovo rapporto Eea sulla qualità dell´aria in Europa

Air quality in Europe 2016Il rapporto dell’Agenzia europea per l’ambiente (Eea) “Air quality in Europe — 2016 reportpresenta una panoramica e un’analisi della qualità dell’aria in Europa dal 2000 al 2014. basata sui dati delle stazioni di monitoraggio ufficiali su oltre 400 città. Il rapporto mostra che nel 2014 circa l’85% della popolazione urbana nell’Unione europea era esposta a concentrazioni di particolato fine PM2,5 a livelli ritenuti dannosi per la salute dall’Organizzazione mondiale della sanità.

Il rapporto fornisce inoltre nuove stime sugli impatti sanitari dei principali inquinanti atmosferici, sulla base dei dati 2013. L’esposizione al PM2,5 sarebbe responsabile di circa 467.000 morti premature in 41 paesi europei. L’impatto stimato dell’esposizione a biossido di azoto (NO2) e ozono troposferico (O3) sarebbe rispettivamente di 71.000 e 17.000 morti premature.

“La riduzione delle emissioni – afferma il direttore esecutivo Eea Hans Bruyninckx – ha portato a miglioramenti della qualità dell’aria in Europa, ma non abbastanza per evitare danni inaccettabili alla salute umana e all’ambiente. Dobbiamo affrontare le cause dell’inquinamento atmosferico alla radice. Questo significa una trasformazione radicale e innovativa dei sistemi di mobilità, energia e alimentazione. Questo processo richiede azioni da parte di tutti: autorità pubbliche, imprese, cittadini e comunità di ricerca”.

Karmenu Vella, Commissario europeo per l’Ambiente, gli affari marittimi e la pesca, aggiunge: “Il rapporto odierno dell’Eea sulla qualità dell’aria ci ricorda che dobbiamo tenere alta l’attenzione su questo tema nell’agenda politica. La Commissione europea lo sta facendo ed è impegnata nel garantire un miglioramento della qualità dell’aria. Una strada per fare questo è aiutare i diversi livelli di governo a lavorare meglio insieme. Se molti punti critici per la qualità dell’aria sono nelle città, è chiaro che i governi locali e regionali svolgono un ruolo centrale nell’individuare le soluzioni”.

Il rapporto evidenzia tuttavia che la qualità dell’aria è migliorata negli anni. La media annuale di PM10 è diminuita nel 75% delle località monitate nel periodo 2000-2014. Allo stesso modo, le concentrazioni di PM2,5, in media, sono diminuite tra il 2006 e il 2014 per tutti i tipi di stazione (urbane, di traffico, di fondo). Anche l’esposizione a livelli di PM al disotto delle raccomandazioni Oms è diminuita negli anni.

I dati del rapporto Eea

Nel 2014, il 16% della popolazione urbana dell’Ue a 28 è stato esposto a livelli di PM10 al di sopra dei valori limite giornalieri europei, mentre l’8% è stato esposto a livelli di PM2,5 al di sopra dei valori obiettivo Ue. Tuttavia, se confrontati con i valori più restrittivi delle Linee guida sulla qualità dell’aria dell’Oms per la protezione della salute umana, circa il 50% e l’85% dei residenti nelle città sarebbero esposti a concentrazioni più elevate delle raccomandazioni Oms.

Il 7% della popolazione urbana è stata esposta a concentrazioni di NO2 al di sopra degli standard Ue e Oms (che in questo caso sono uguali). Il 94% dei superamenti è dovuto al traffico.

Le emissioni da combustioni di carbone e biomasse in abitazioni ed edifici commerciali e istituzionali non sono diminuite in modo significativo. Per abbassare le emissioni da questi settori, è essenziale attuare pienamente misure come quelle contenute nella recente revisione della direttiva Ecodesign per le stufe domestiche e nella direttiva per gli Impianti di combustione di media dimensione.

Le emissioni di ammoniaca (NH3) da agricoltura rimangono elevate e contribuiscono al mantenimento di alti livelli di PM e a molti episodi di elevata concentrazione di PM in Europa.

L’inquinamento atmosferico continua a danneggiare la vegetazione e gli ecosistemi. In questo caso, gli inquinanti più dannosi sono ozono, ammoniaca e ossidi di azoto.

 

Esposizione agli inquinanti in Europa

Fonte: EEA









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