2025, un anno caldo e piovoso
Il 2025, in Emilia-Romagna, è stato più caldo della norma, ma meno estremo rispetto al triennio 2022-2024, anche grazie al fatto che le temperature globali hanno subito un progressivo calo, e le anomalie climatiche della regione euro-atlantica sono risultate inferiori ai record climatici stabiliti nei tre anni precedenti. Il Servizio Copernicus finanziato dall’Unione europea stima infatti che la media annua delle temperature del territorio europeo abbia superato di circa 1 °C la norma climatica 1991-2020, con valori mensili che nel corso dell’anno hanno oscillato tra i -0,29 °C di maggio, l’unico mese con anomalie negative, e i +2,5 °C di gennaio.
A livello globale, le anomalie mensili sono progressivamente calate rispetto al periodo precedente, da gennaio a luglio, per poi riprendere a salire nei mesi successivi e superare da settembre a novembre la media 1991-2020 di oltre 0,6 °C. Nei mesi di ottobre e novembre, le anomalie termiche globali hanno superato di +1,5 °C il clima pre-industriale, soglia ritenuta critica per il verificarsi di ripetuti e rilevanti impatti a livello locale dei cambiamenti climatici. Questo valore è stato superato anche a inizio anno, da gennaio ad aprile, nonostante le temperature globali fossero in calo.
In Emilia-Romagna la temperatura media annua regionale, pari a 14,13 °C, corrisponde a un’anomalia di +1,00 °C rispetto al valore climatico 1991-2020, e rappresenta il quarto valore annuo più alto dal 1961, dopo quelli registrati tra il 2022 e il 2024, con uno scarto di oltre due decimi di grado rispetto al quinto valore più alto della serie, osservato nel 2014.

Figura 1 - Andamento delle temperature medie annue dell’Emilia-Romagna, dal 1961 al 2025. Fonte dati Eraclito4.
Nel corso dell’anno si sono verificate due anomalie termiche mensili di grande intensità: sia giugno, con una anomalia di 3,25 °C, sia dicembre, con un’anomalia di +2,34 °C, sono stati i secondi più caldi della serie dal 1961, rispettivamente dopo il 2003 e il 2023. È stato proprio nel corso del mese di giugno che si è verificata una delle due ondate di calore più intense dell’anno, che si è protratta dal 12 giugno al 6 luglio, superando per sei giorni i precedenti valori record giornalieri dal 1961. L’altra ondata di calore, più breve, si è verificata tra l’8 e il 18 agosto; durante questo episodio, è stata rilevata la temperatura più alta del 2025, pari a 38,3 °C, registrata a Bologna il 10 agosto. Nell’ultima parte dell'anno, le temperature regionali si sono abbassate e nei mesi di ottobre e novembre le anomalie termiche hanno assunto valori lievemente negativi: il 23 novembre è stata osservata la temperatura minima più bassa dell’anno, pari a -9,9 °C, rilevata presso la stazione di Lago Pratignano (MO, 1319 m s.l.m.).

Figura 2 - Temperatura media giornaliera regionale annua (linea nera) confrontata con l’intervallo di variabilità 1991-2020 (fascia verde) e i massimi e minimi assoluti registrati dal 1961 (linee tratteggiate rossa e blu). Fonte dati Eraclito4.
Il 2025 è stato un anno di precipitazioni abbondanti, con una media regionale delle precipitazioni cumulate annue pari a 943 mm, un valore che, seppur superiore al clima di riferimento, risulta all’interno del normale intervallo di variabilità 1991-2020. Precipitazioni mensili particolarmente abbondanti sono state osservate a marzo, luglio e dicembre con eccessi rispetto alla norma rispettivamente del 96,8%, 64,9% e 32,0%, mentre giugno, settembre e ottobre sono stati i mesi più secchi, con deficit rispetto alle attese climatiche superiori al 45% nel primo caso e oltre il 20% negli altri due.

Figura 3 - Precipitazioni cumulate medie regionali (linea nera) confrontate con l’intervallo di variabilità 1991-2020 (fascia verde) e i massimi e minimi assoluti registrati dal 1961 (linee tratteggiate rossa e blu). Fonte dati Eraclito4.
Numerosi eventi meteorologici hanno costellato l’intero anno. Tra il 27 e il 28 gennaio hanno transitato lungo la valle del Lamone diversi fronti temporaleschi successivi (squall line) associati a forte vento e precipitazioni. In varie località le raffiche hanno raggiunto intensità massime superiori a 31 m/s (112 km/h). Nel corso dell’evento, le intensità pluviometriche hanno raggiunto gli 11,8 mm in 15 minuti a Monte Romano (RA) e 11 mm in 15 minuti a Casaglia e Marradi (FI). I totali di precipitazione sull’evento hanno raggiunto 200 mm in varie stazioni lungo il crinale appenninico centro-occidentale, con massimi di 218,6 mm a Lago Scaffaiolo (MO, 1794 m s.l.m.). Le raffiche hanno causato schianti di alberi, con chiusura preventiva di giardini pubblici e conseguenti interruzioni nel traffico locale, chiusure temporanee di alcuni tratti ferroviari e dirottamento di alcuni voli diretti all'Aeroporto Marconi di Bologna verso altri aeroporti. Le precipitazioni hanno causato innalzamenti del livello idrometrico del fiume Lamone e allagamenti nell’area di Brisighella (RA).
Tra il 14 e il 15 di marzo, il passaggio di un temporale semi-stazionario lungo la valle del Lamone ha causato precipitazioni totali superiori a 100 mm sui crinali appenninici centro-orientali, con massimo di 191,2 mm a Casaglia (FI, 750 m s.l.m.) dove sono state osservate anche le massime cumulate su 24 ore pari a 158,4 mm, associate a tempi di ritorno dell’ordine di 50 anni. L’innalzamento anomalo dei livelli idrometrici del Lamone ha portato all'evacuazione preventiva di 30-40 abitazioni. Nel corso dell’evento, il 15 marzo, è stato osservato anche il passaggio di una supercella che ha attraversato le campagne a nord di Bologna, a sud di Ferrara fino alla costa adriatica. Nel corso dell’evento è stato osservato un tornado e grandine grossa (fino a 7 cm) e i venti hanno causato la caduta di diversi alberi e danneggiato i tetti di diverse strutture.
Il 24 agosto temporali persistenti associati a precipitazioni di grande intensità e forti raffiche (downburst) hanno colpito le aree costiere. Le intensità di precipitazioni hanno raggiunto 34,6 mm in 15 minuti e 74,4 mm in un’ora a Rimini AUSA (RN, 10 m s.l.m.) e 33,0 mm in 15 minuti e 55,0 mm in un’ora a Rimini Urbana (RN, 16 m s.l.m.). Le raffiche hanno causato centinaia di schianti di alberi tra Cervia e Rimini, con interruzione del traffico e danni a edifici e infrastrutture. A seguito dell’evento centinaia di utenti sono rimasti senza acqua potabile e gas.
Il 5 ottobre, forti venti da nord-est hanno colpito le coste con raffiche che hanno raggiunto 26 m/s (93,6 km/h) a Porto Garibaldi e 23,4 m/s (84,2 km/h) a Rimini Urbana, ma anche 29,4 m/s (105,8 km/h) a Lago Scaffaiolo (MO, 1794 m s.l.m.). Il vento ha causato una mareggiata di moderata intensità, durante la quale il livello medio del mare ha raggiunto 1,07 m, con un'altezza d’onda di picco pari a 3,55 m misurata dalla boa Nausicaa di Cesenatico.
L’anno si è concluso con l’evento più rilevante, fra il 23 e il 25 dicembre, quando precipitazioni abbondanti e persistenti hanno colpito particolarmente le fasce collinari tra Bologna e Forlì con totali di evento superiori a 150 mm su ampie aree e massimi di 195,9 mm a Borgo Tossignano (BO, 98 m s.l.m). Nelle aree orientali e in Romagna le precipitazioni hanno assunto carattere nevoso solo alle quote più alte, prossime ai crinali, mentre nelle aree occidentali, dove le temperature sono calate più significativamente e lo zero termico ha raggiunto i 500 m di quota, sui rilievi oltre i 600 m sono stati osservati accumuli tra 30 e 50 cm. Le precipitazioni cumulate su 48 ore dal 24 al 25 dicembre e mediate sui bacini del Lamone e del Senio sono risultate rispettivamente il sesto e il quinto valore più alto osservato dal 1961 dopo quelli delle alluvioni di maggio 2023 e settembre 2024. Nel caso del bacino dell’Idice, le precipitazioni giornaliere del 24 e quelle cumulate su 48 ore dal 24 al 25 dicembre sono risultate entrambe il settimo valore più alto delle rispettive serie. Le precipitazioni hanno causato innalzamenti idrometrici di molti fiumi: hanno superato la soglia 3 l’Idice, il Lamone e il Senio. In questi due ultimi fiumi i livelli idrometrici si sono mantenuti molto alti per diverse ore e centinaia di persone sono state evacuate in via preventiva. L’evento è stato accompagnato da venti intensi.
Nonostante il 2025 non abbia presentato anomalie termiche estreme come i tre anni precedenti, è stato comunque un anno molto caldo e più piovoso della norma (1991-2020). Nel corso dell’anno sono stati registrati diversi eventi che hanno causato danni al territorio.
Su questo sito sono disponibili rapporti dettagliati per tutti gli eventi citati.
Fotografia in copertina: Monteorsaro (Appenino reggiano), 18 maggio 2025. Fonte Arpae
