Monitoraggio della costa, un nuovo studio

Disponibili i dati al 2018 sull’evoluzione del litorale e gli interventi di difesa in Emilia-Romagna

Come stanno i 120 chilometri della riviera emiliano-romagnola? Un’analisi dettagliata dell’ambiente costiero è disponibile nel volume “Stato del litorale emiliano-romagnolo al 2018. Erosione e interventi di difesa”, pubblicato da Regione Emilia-Romagna e Arpae nella collana “I quaderni di Arpae”.

La pubblicazione, con le sue 224 pagine, presenta i risultati delle attività di monitoraggio dello stato e dell’evoluzione morfologica e sedimentologica dell’intero litorale regionale, condotte da Arpae Emilia-Romagna. I dati, relativi al periodo 2012-2018, confermano il ruolo positivo che hanno avuto le politiche regionali di ripascimento delle spiagge con sabbie prelevate dai fondali marini, nel corso dei tre grandi interventi nel 2002, 2007 e 2016. 

“Si tratta di progetti importanti e investimenti considerevoli- spiega l’assessora regionale all’Ambiente e protezione civile, Irene Priolo- che hanno consentito una difesa adeguata dall’erosione delle spiagge emiliano-romagnole e delle attività economiche e turistiche che a queste spiagge sono legate. La conoscenza approfondita dello stato e dell’evoluzione di questa porzione di territorio è fondamentale per potere indirizzare le nostre politiche e azioni di gestione e protezione del litorale, con una visione ampia, integrata e sostenibile”.

Monitoraggio della costa, un nuovo studio cop.Il volume è la sesta edizione del rapporto (i precedenti sono usciti nel 1981, 1996, 2002, 2009 e 2016) e prosegue il lavoro sistematico di raccolta e analisi di dati di varia natura: rilievo topo-batimetrico, sedimentologia, moto ondoso e livello di marea, subsidenza e studio degli effetti dei progetti di difesa della costa. 

Viene poi descritta la Rete geodetica costiera, realizzata negli ultimi anni, che rappresenta un fondamentale supporto per garantire l’accuratezza dei rilievi.

“Il quadro che ne esce- sottolinea il direttore generale di Arpae, Giuseppe Bortone- è una fotografia dello stato attuale che, messo a confronto con i dati pregressi, fornisce elementi indispensabili anche per valutare l’evoluzione futura, nel  contesto dei cambiamenti climatici. È noto, infatti, che il riscaldamento globale in corso ha, e avrà per lungo tempo, un forte impatto anche sui mari e sulle coste, sia per quanto riguarda l’innalzamento dei livelli delle acque, sia per la maggiore frequenza e intensità di fenomeni estremi. Anche la porzione di Adriatico su cui si affaccia l’Emilia-Romagna, in base a tutte le proiezioni, va incontro a rischi crescenti per le infrastrutture che si trovano sulla linea di costa, con potenziali impatti economici e sociali rilevanti. Nel quadro delle politiche di Gestione Integrata delle Zone Costiere e della Strategia marina definita a livello europeo, questo studio costituisce un importante ulteriore elemento di conoscenza che mettiamo a disposizione”.