Le previsioni stagionali

Le previsioni stagionali rispondono all’esigenza di prevedere la probabilità che alcuni indici climatici assumano valori superiori, simili o inferiori alla norma nei prossimi tre mesi. Esse non sono in grado di descrivere come le anomalie meteorologiche si succederanno nel tempo, ma solo le caratteristiche statistiche della stagione in arrivo. La capacità predittiva di questo prodotto è limitata e dipende molto dalla stagione considerata, dallo stato globale della circolazione di larga scala e dai suoi impatti sul clima locale.

Le previsioni stagionali sull'Emilia-Romagna sono ottenute a partire da quelle prodotte operativamente dal servizio Copernicus, utilizzando quattro diversi modelli accoppiati oceano-atmosfera: il modello Ecmwf, quello di Météo France, quello DWD e quello del CMCC. Ogni mese vengono prodotte 50 diverse previsioni stagionali per cascuno dei modelli e da esse vengono estratte le previsioni per i principali regimi di circolazione dell'area Euro-Atlantica. La disponibilità di queste previsioni per tutto il periodo dal 1993 al 2016 permette di identificare la relazione statistica fra la variabilità di tali regimi all'interno di ogni modello e quella del clima osservato in Italia. Detto clima viene descritto utilizzando i dati di precipitazione e temperatura massima e minima gionaliera dell'analisi Ucea (ora Cra-Cma) sullo stesso periodo ad una risoluzione orizzontale di circa 35 Km. Nota la relazione statistica fra previsioni dei regimi Euro-Atlantici e la variabilità del clima italiano, è possibile produrre una previsione stagionale calibrata per l'Italia, da cui vengono estratte le previsioni pubblicate su questo sito per la regione Emilia-Romagna.

Gli indici climatici per cui si è deciso di produrre una previsione stagionale sono quelli dei valori medi trimestrali di precipitazioni (PREC) e temperatura media (TMED) e i due indici di estremi termici (TMIN e TMAX estreme). Le previsioni per questi ultimi due indici sono riportate per individuare la probabilità che si verifichino intense anomalie termiche, anche di breve durata, nel corso del trimestre. In particolare, alta probabilità di valori sotto media di TMIN estrema indica la possibilità che si verifichino brevi anomalie termiche fredde (negative), mentre alta probabilità di valori sopra media di TMAX estrema indica la possibilità che si verifichino brevi anomalie termiche calde (positive). Gli intervalli dei valori di riferimento usati per compilare la tabella (sotto media / in media / sopra media) sono sempre definiti per il trimestre in questione a partire dai dati giornalieri osservati nel periodo 1993-2016. Sia nel calcolo degli indici (TMIN e TMAX estreme) che in quello degli intervalli di valori di riferimento si utilizza la definizione di percentile, che è del tutto simile a quella di decile.
Le previsioni di probabilità sono ottenute calcolando la percentuale di membri dell'ensemble che cadono all'interno di uno dei tre intervalli (terzili). In genere, le previsioni testuali sono ottenute individuando qual è l'intervallo (terzile) meno probabile in base ai valori numerici di probabilità, o, in caso di equità fra le probabilità (33% / 33% / 33%), in base ad altre informazioni sulle condizioni climatiche di larga scala. La presenza di una evidente somiglianza fra i valori di probabilità per i tre intervalli (33% / 33% / 33%) è sempre indicativa di una situazione di forte incertezza delle previsioni. La scelta di selezionare solo il terzile meno probabile, è legata alla bassa abilità predittiva delle previsioni stagionali sull'area Europea (vedi sopra).

ultima modifica 2020-11-27T22:11:21+01:00