Cos'è il disagio bioclimatico e come si misura

Cos'è il disagio bioclimatico

Il disagio bioclimatico, o ondate di calore, si verifica quando si registrano temperature molto elevate per più giorni consecutivi, spesso associate a tassi elevati di umidità, forte irraggiamento solare e assenza di ventilazione. Queste condizioni climatiche possono rappresentare un rischio per la salute della popolazione, soprattutto per le persone con difficoltà nella termoregolazione fisiologica o con ridotta possibilità di mettere in atto azioni protettive. Il corpo infatti si raffredda sudando, ma in certe condizioni fisiche e ambientali questo non è sufficiente. Se, ad esempio, l'umidità è molto elevata, il sudore non evapora rapidamente e il calore corporeo non viene eliminato efficacemente. Se la temperatura del corpo aumenta rapidamente, può arrivare a danneggiare diversi organi vitali, compreso il cervello.
Un'esposizione prolungata a temperature elevate può provocare disturbi lievi, come crampi, svenimenti, edemi, o di maggiore gravità, come congestione, colpo di calore, disidratazione. Condizioni di caldo estreme, inoltre, possono determinare un aggravamento delle condizioni di salute di persone con patologie croniche preesistenti.

Come si misura il disagio bioclimatico

Le condizioni di disagio bioclimatico estivo sono definite utilizzando l'indice di Thom. Tale indice combina i valori assunti dai parametri umidità e temperatura per descrivere le condizioni di disagio fisiologico dovute al caldo umido. Le soglie del disagio bioclimatico utilizzate per il sistema di previsione sono state identificate tramite uno studio sulla mortalità condotto nell'area urbana di Bologna relativamente agli anni 1989-2003.


Indice di Thom medio giornaliero


DEBOLE DISAGIO
Vengono definite a livello di debole disagio le condizioni bioclimatiche caratterizzate da valori dell'indice di Thom medio giornaliero pari a 24. In tali condizioni la popolazione avverte disagio ma non si riscontrano in media aumenti di mortalità.

DISAGIO
Vengono definite a livello di disagio le condizioni bioclimatiche caratterizzate da valori dell'indice di Thom medio giornaliero pari a 25. In tali condizioni le fasce più deboli della popolazione e in particolare gli anziani, possono manifestare effetti sanitari di varia natura tra cui cefalee, disidratazione e talvolta anche la morte. La mortalità totale, per cause naturali e cardiovascolari aumenta in media di circa il 15%; la mortalità per cause respiratorie fino al 50%. Una parte di questa mortalità aggiuntiva è attribuibile al fenomeno chiamato "harvesting" e rappresenta quindi un anticipo di morte di persone che sarebbero probabilmente decedute in un breve arco temporale.

FORTE DISAGIO
Vengono definite a livello di forte disagio le condizioni bioclimatiche caratterizzate da valori dell'indice di Thom uguali a 26 (i valori dell'indice medio giornaliero non sono mai superiori a questo valore) o dalla persistenza per 3 o più giorni di livelli dell'indice maggiori o uguali a 25. In tali condizioni si estendono le categorie di persone colpite da patologie legate al caldo. La mortalità totale, per cause naturali e cardiovascolari aumentano in media di circa il 30%. La mortalità per cause respiratorie di circa l'80%. La figura sotto riportata evidenzia come l'incremento di rischio al terzo giorno di persistenza di livelli dell'indice di Thom pari ad almeno 25, sia quasi uguale a quello che si riscontra in concomitanza delle situazioni con indice di Thom pari a singolo valore 26.

Giorni persistenza condizioni di disagio o forte disagio

Nella parte testuale del bollettino, inoltre, nel caso si verifichino, in aggiunta al numero di giorni consecutivi di disagio viene segnalata anche una possibile aggravante del disagio: l´assenza di recupero notturno. Il prolungarsi, nei giorni o durante la notte, di condizioni di disagio, costituisce infatti un ulteriore elemento di stress per l'organismo.


ultima modifica 2020-11-27T22:44:44+02:00