Consumo di suolo, Emilia-Romagna prima in Italia per quota compensata

Al Tecnopolo Dama di Bologna il convegno organizzato dalla Regione con Snpa, Arpae, Arter e Comuni
2 novembre 2026

L’Emilia-Romagna è la prima in Italia per quota di nuovo consumo di suolo compensata dai ripristini: il 23,4% (lamedia nazionale è del 7,3%). Nel 2025 sono stati recuperati 109 ettari, a fronte di 466 ettari di nuove trasformazioni. Un risultato che colloca la regione anche al secondo posto per superficie rinaturalizzata, dopo la Lombardia, con 111 ettari. Un ulteriore elemento riguarda la natura delle trasformazioni: secondo l’approfondimento di Arpae Emilia-Romagna, circa l’87% è di tipo reversibile, legato a cantieri, escavazioni e impianti rimovibili. Il nuovo consumo permanente, costituito da edifici, piazzali e infrastrutture pavimentate, è quantificato in 59 ettari, una superficie inferiore ai 109 ettari ripristinati nell’anno. Il saldo complessivo, considerando anche il consumo reversibile, resta di 357 ettari di consumo netto.

Sono alcuni dati dell'ultimo rapporto Snpa sul consumo di suolo, riferiti al 2025, presentati al Tecnopolo Dama di Bologna durante il convegno della Regione “Suolo, natura, territorio. Le nuove sfide e il governo del territorio tra monitoraggio, ripristino e rigenerazione”. Un confronto dedicato agli strumenti per contenere il consumo di suolo, recuperare le aree compromesse e migliorare la qualità ambientale delle città, con il contributo di istituzioni, enti di ricerca e amministrazioni locali.

Il quadro nazionale e i risultati regionali
Nel 2025 in Italia il nuovo consumo di suolo ha raggiunto 10.243 ettari, il 22,4% in più rispetto al 2024, con un ritmo di 3,2 metri quadrati al secondo. I ripristini hanno interessato 746 ettari: il saldo netto è quindi di 9.497 ettari, il valore più alto dal 2012.

L’Emilia-Romagna concentra circa il 14,6% di tutti i ripristini italiani, a fronte di una quota del nuovo consumo nazionale pari al 4,5%. Ogni 100 ettari di nuove trasformazioni, in regione ne vengono recuperati circa 23, contro poco più di 7 a livello italiano. Anche l’intensità del nuovo consumo annuale è inferiore alla media nazionale: 1,05 metri quadrati per abitante, contro 1,74 in Italia, e 2,08 metri quadrati per ettaro di territorio, contro 3,40.

L’approfondimento Arpae segnala una flessione sia della componente permanente sia di quella reversibile. Evidenzia inoltre un affinamento della metodologia Snpa, che permette di distinguere le alterazioni temporanee a rapida estinzione, i cosiddetti “cantieri veloci”, dalle altre trasformazioni, migliorando la precisione del monitoraggio.

Per approfondire:

ultima modifica 2026-11-02T20:30:51+01:00