Siccità e alluvioni, le risposte del delta del Po e della costa

Uno studio pubblicato su una rivista scientifica ricostruisce gli estremi del 2022 e 2023 con un unico modello tridimensionale
29 ottobre 2026

In meno di un anno, il sistema costiero del delta del Po e della costa adriatica dell’Emilia-Romagna ha vissuto due condizioni opposte: prima la siccità record del 2022, poi le alluvioni di maggio 2023. Uno studio del Cnr Ismar e della Struttura IdroMeteoClima di Arpae, pubblicato su Continental Shelf Research, ricostruisce i due estremi con un unico modello tridimensionale e mostra che lo stesso sistema reagisce in modo speculare: con la siccità è il mare a risalire il fiume, con le piene è il fiume a espandersi sul mare. 

Nell'estate 2022 la portata del Po a Pontelagoscuro è scesa a circa 100 m³/s a luglio, i valori più bassi mai registrati. Con il fiume così debole, l'acqua marina è penetrata lungo i rami del delta formando un "cuneo salino": acqua salata e densa sul fondo, acqua dolce in superficie. Il modello mostra che l'acqua con salinità superiore a 2 g/kg – soglia critica per l'uso irriguo – è risalita per più di 30 km lungo il Po di Pila e il Po di Goro. 

figura 1

Salinità massima al fondo simulata nel delta del Po nell'estate 2022: i colori verdi e gialli indicano acqua marina ed evidenziano come sia penetrata nei rami fluviali. Fonte: Paladio-Hernandez et al. (2026), Fig. 7, CC BY 4.0. 

Meno di un anno dopo, il sistema costiero ha vissuto condizioni diametralmente opposte. Tra il 2-5 e il 17-20 maggio 2023 le forti piogge in diversi bacini hanno provocato alluvioni e frane in tutta l'Emilia-Romagna. I fiumi appenninici hanno risposto con piene brevi ma violentissime: Reno e Fiumi uniti hanno raggiunto portate di oltre 1.000 m³/s, il Savio sopra i 600 m³/s e il Lamone di circa 400 m³/s. Questi impulsi hanno generato "pennacchi" di acqua dolce, più leggera di quella marina, che si sono propagati in mare. Il pennacchio del Reno si è spinto fino a 8,5 km al largo e fino a 13 m di profondità; quello dei Fiumi Uniti fino a 7 km, quello del Savio a circa 6,6 km. I pennacchi dei diversi fiumi si sono fusi in una fascia quasi continua di acqua meno salata, larga circa 8 km, estesa dal delta del Po fino al Marecchia vicino a Rimini. Insieme, fiumi piccoli possono avere un effetto cumulato paragonabile a quello di un grande fiume. 

Fig. 2

Variabilità della salinità (deviazione standard) dal 17 al 20 maggio 2023 in superficie (a), a 2 m (b) e a 4 m (c): i colori caldi indicano le zone più influenzate dall'acqua dolce dei fiumi. Fonte: Paladio-Hernandez et al. (2026), Fig. 12, CC BY 4.0. 

Un unico modello, dal fiume al mare 

Lo studio usa Shyfem, modello idrodinamico tridimensionale open source di comunità sviluppato dal Cnr, Arpae e altre istituzioni nazionali e internazionali (https://github.com/georgu/shyfemcm-ismar). La griglia di calcolo del modello, con oltre 83.000 elementi triangolari, copre il Po da Pontelagoscuro (circa 80 km dalla costa), tutti i rami e le lagune del delta e la costa dall'Adige fino al Metauro. La risoluzione va da 2 km in mare aperto a 10-100 m nei canali; in verticale il modello ha 41 strati, con spessore di 25 cm nei primi 2 metri.

Fig. 3

Area di studio con la griglia del modello, la batimetria e le stazioni di misura di livello, temperatura e salinità. Fonte: Paladio-Hernandez et al. (2026), Fig. 1, CC BY 4.0. 

Il modello è stato calibrato sull’anno 2017 e verificato con le campagne di misura Arpae lungo il Po di Pila del 2022 e con le stazioni costiere del 2023. Riproduce bene temperatura (correlazione oltre 0,95) e salinità (errore inferiore a 3 g/kg), anche se nel 2022 sottostima localmente di qualche chilometro l'intrusione massima del cuneo salino. 

Siccità e alluvioni sono state finora studiate separatamente. Analizzarle con lo stesso strumento mostra due modi opposti di funzionare dello stesso sistema: il mare che risale il fiume, al fondo e per periodi prolungati durante le siccità; il fiume che si apre sul mare, in superficie e per pochi giorni. Gli eventi del 2022 e 2023 hanno rappresentato delle situazioni eccezionali che definiscono i nuovi limiti della variabilità di questo sistema costiero tra terra e mare. I risultati di questo studio possono essere utili ad una gestione sostenibile della risorsa idrica che consideri gli impatti del cambiamento climatico e degli interventi antropici. Gli autori indicano come prossimi passi l'inclusione dei prelievi idrici, delle barriere antisale (presenti su Po di Gnocca e Po di Tolle e in progetto sul Po di Pila) e lo sviluppo di un sistema di previsioni dell’intrusione salina. 

L'articolo 

Paladio-Hernandez A., Biolchi L.G., Bellafiore D., Valentini A., Unguendoli S., Serra A., Rizzi E., Ferrarin C. (2026). Severe drought and flood conditions in a Mediterranean river-sea system. Continental Shelf Research, 303, 105793, doi:10.1016/j.csr.2026.105793
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0278434326001561 

Ricerca condotta da Cnr-Ismar (Venezia) e Arpae-Simc (Bologna), sostenuta in parte dal progetto Life Climax Po e dall’accordo di collaborazione “Modellazione numerica del Delta del fiume Po, comprensiva dell'analisi dell'interazione tra la dinamica idraulica fluviale e costiera e la descrizione del fenomeno dell'intrusione salina”, intesa istituzionale promossa ai sensi dell'art. 15 della Legge n. 241/1990. L’articolo è parte delle attività dell’infrastruttura di ricerca pan-europea Danubis-Eric, International Center for Advanced Studies on River-Sea Systems (http://www.danubius-ri.eu/), del gruppo Scor (Scientific Committee on Oceanic Research) Working Group 172 Saltwater (https://scor-saltwater.net/) e del gruppo “Siccità, scarsità e crisi idriche” dell Dipartimento Scienze del sistema Terra e tecnologie per l’ambiente del Cnr (https://dta.cnr.it/gruppi-di-lavoro/siccita-e-crisi idriche/). Gli autori ringraziano Autorità distrettuale di bacino del fiume Po, Arpav, Arpae (Servizio Idrografia e idrologia regionale e distretto Po - Struttura IdroMeteoClima e Struttura oceanografica Daphne) e Progea srl per aver fornito dati necessari allo sviluppo dello studio. 

Articolo open access con licenza CC BY 4.0; le figure sono riprodotte dall'articolo originale con didascalie tradotte.

ultima modifica 2026-10-29T20:30:10+01:00