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Test della Cometa su leucociti umani

Questo test di mutagenesi è stato introdotto nel nostro laboratorio nel 2008, per una migliore caratterizzazione del PM2,5, e fino al 2011 è stato eseguito su leucociti ottenuti da prelievo venoso di donatori sani. Il test è stato eseguito nel PM campionato nei soli mesi di gennaio, luglio e novembre.

Il test della Cometa, o Comet assay, evidenzia rotture del DNA a singolo e a doppio filamento, mediante elettroforesi a livello di singola cellula (in inglese viene anche detto SCGE - single cell gel electrophoresis). Il danno evidenziato è di natura premutagena in quanto non è stato ancora riparato e neppure fissato.
Il nome del test è dovuto alla forma che assumono, dopo la corsa elettroforetica, le cellule danneggiate in cui i frammenti di DNA, migrando verso l’anodo, formano una struttura simile ad una cometa dotata di una testa e di una coda, la cui lunghezza ed intensità è proporzionale all’entità del danno.

Il test è stato eseguito in accordo con il metodo di Singh et al. (1988), con alcune modifiche, incubando concentrazioni scalari di estratto di particolato per 1 ora a +37 ± 1°C.
Il danno è stato visualizzato a microscopio utilizzando un colorante del DNA fluorescente agli UV (etidio bromuro) e misurato come percentuale di intensità luminosa della coda rispetto alla luminosità totale della cometa - %TI, Tail Intensity.

Dalle rette di regressione dose – effetto dei campioni positivi, ovvero quelli in grado di indurre un danno statisticamente significativo, si sono ottenuti i valori di danno indotto/m3 di aria equivalente riportati nel grafico.