Temi ambientali
Arpae in regione
Arpae Emilia-Romagna
Ti trovi in : Arpae / Campi elettromagnetici / Argomenti / Inquinamento elettromagnetico /

Bande di frequenza per il 5G

Le bande di frequenza da assegnare al 5G sono state stabilite dal MISE, con il Decreto del 05/10/2018 “Piano nazionale di ripartizione delle frequenze” (MISE, 2018) e successivamente messe all’asta. 

Il 5G lavorerà su tre bande di frequenze:

  • la banda 700 MHz (da 694 a 790 MHz)

  • la banda 3700 MHz (da 3600 a 3800MHz)

  •  la banda 26 GHz (da 26,5 a 27,5 GHz)

La banda 700 MHz è il miglior compromesso per raggiungere un ottimo livello di trasferimento dati e, al contempo, “penetrare” attraverso le strutture come muri, soffitti e, dunque, raggiungere con più efficacia i dispositivi degli utenti. Le basse frequenze sono la base per una copertura mobile diffusa e pervasiva. Attualmente queste frequenze sono occupate dalle trasmissioni del digitale terrestre che, infatti, sarà spostato su altre a partire dal 2020 fino al 2022. 

La banda 26 GHz (26,5 e 27,5 GHz) è indicata spesso come "onde millimetriche", anche se quest´ultime corrispondono più precisamente alle frequenze comprese tra 30 e 300 GHz (lunghezze d´onda comprese tra 1 e 10 mm). Al contrario delle onde a bassa frequenza (banda 700 MHz), hanno una portata inferiore e possono essere facilmente schermate da oggetti come muri, edifici e arredi urbani. Tuttavia, esse consentono di sfruttare canali di comunicazioni molto più ampi rispetto alle frequenze minori e, dunque, garantiscono maggiori velocità di trasferimento dati e minore latenza. Per ovviare ai problemi delle onde millimetriche (basso potere penetrante), saranno utilizzate antenne più piccole e diffuse, che avranno dunque una portata inferiore rispetto a quelle in uso oggi, ma saranno distribuite sul territorio con una maggior densità. Tali antenne sono conosciute come “small cells” proprio perché dividono il territorio in porzioni ridotte per garantire una copertura migliore.

La banda intermedia, ossia quella caratterizzata da frequenze che vanno da 3600 a 3800 MHz, sarà sfruttata per coperture macro-cellulari in ambienti molto abitati e in quelli contraddistinti da architetture ibride in zone con inferiore densità di popolazione. In Italia la banda 3700 MHz è considerata la banda “Pioneer” per il 5G, su cui è stata eseguita la sperimentazione in 5 città Italiane: Milano, Prato, L’Aquila, Bari e Matera. Come si vede, si tratta di un ampio spettro di frequenza, caratterizzato da onde elettromagnetiche con caratteristiche diverse tra loro e, pertanto, l’uso ottimizzato dello spettro (Fig. 3) rappresenta un elemento fondamentale per un dispiegamento efficace, in grado di raggiungere i diversi obiettivi di prestazione.