Sviluppo della rete 5G

Sviluppo della rete 5G a Bologna
Lo sviluppo di infrastrutture di rete per le nuove tecnologie 5G richiede l’analisi dei siti attualmente in uso dalle altre tecnologie (2G, 3G, 4G), al fine di verificare che l’introduzione di una nuova tecnologia, in aggiunta a quelle preesistenti, avvenga nel rispetto dei limiti vigenti.
In base ai limiti normativi italiani (Dpcm 8 luglio 2003) e alle metodologie di valutazione previsionale, basate su ipotesi cautelative - che tengono conto, per esempio, della massima potenza trasmissibile - si deve considerare che nella maggior parte delle grandi città lo spazio elettromagnetico a disposizione per l’aggiunta di nuovi sistemi e tecnologie è ormai prossimo alla saturazione.
A Bologna, città rappresentativa di una situazione urbana media in Italia, è stata eseguita un’analisi comparativa al 2010 e al 2018 valutando la distribuzione della percentuale di "siti saturi", in cui sono stati stimati valori di campo elettrico |E| ≥ 5 V/m in punti in cui devono essere rispettati i valori di attenzione e gli obiettivi di qualità (6 V/m).
Nel periodo 2010-2018 la percentuale di "siti saturi" è più che quadruplicata. Nello specifico, nel 2010 tale percentuale nel centro città e in periferia (aree suburbane) era del 15% e del 4% rispettivamente, mentre il dato del 2018 indica il 20% dei siti saturi in centro città e il 63% in zone più periferiche. Va però sottolineato che, al 2018, la totalità (100%) dei siti del centro storico (rappresentativo di un’area urbana densa) risulta “satura”. Questa diversa distribuzione è dovuta alla maggiore densità di siti e di edifici in centro storico, oltre alla necessità di soddisfare l’alta richiesta di traffico sia in termini di numero di utenti che di capacità trasmissiva.
Confrontando le stime dei valori di campo elettrico (che portano alle elevate percentuali dei “siti saturi”) con le misure strumentali effettuate da Arpae presso i medesimi siti, risulta evidente che l’analisi modellistica preventiva adotta criteri cautelativi (ad es. massima potenza di alimentazione, propagazione in spazio libero) e non descrive lo scenario reale, in quanto i livelli di esposizione stimati sono generalmente superiori rispetto a quelli misurati. Tali criteri cautelativi, generando un’alta percentuale di siti teoricamente saturi, ha consentito il totale rispetto dei limiti di riferimento normativi in uno scenario di continuo sviluppo tecnologico delle reti di telecomunicazioni. Affermazione confermata dal fatto che relativamente alle stazioni radio base (SRB) non si registrano da anni superamenti dei valori di riferimento normativo per l’esposizione della popolazione. Misure strumentali dei livelli di esposizione

Il 5G nella Città Metropolitana di Bologna (31 dicembre 2020)
Ad Arpae sono giunte 245 richieste di parere per l’implementazione del sistema 5G principalmente su impianti esistenti; di queste 195 richieste hanno riguardato l’inserimento delle antenne 5G a 3700 MHz, mentre 45 sono relative al 5G nella frequenza a 700 MHz. Inoltre 5 richieste hanno riguardato il sistema 5G nella frequenza dei 26 Ghz, con antenne caratterizzate da potenze molto ridotte, inferiori a 1 Watt.
Arpae ha espresso 240 valutazioni positive, mentre le restanti sono attualmente in valutazione.
NB: Arpae è sempre tenuta a esprimersi, entro 30 giorni dalla presentazione della domanda, con un parere relativo alla compatibilità delle emissioni elettromagnetiche con i limiti fissati dalla normativa vigente, mentre non entra nel merito della scelta localizzativa delle nuove installazione, che viene valutata dai singoli Comuni sulla base dei propri strumenti urbanistici.
Infine si rende noto che le valutazioni preventive per gli impianti che prevedono anche il sistema 5G vengono effettuate in conformità alle norme tecniche internazionali emanate appositamente per il 5G, ovvero la norma CEI EN 62232 e il documento tecnico CEI IEC TR62669 e secondo i criteri e le indicazioni riportati nella Delibera n. 69/2020 del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA) approvata il 6 febbraio 2020. 
In relazione ai 240 pareri positivi, sono stati attivati 101 impianti

Le sperimentazioni della rete 5G in Italia
Le sperimentazioni condotte sul 5G in Italia, accompagnate da attività di monitoraggio da parte delle Agenzie ambientali del territorio, sono state illustrate nel numero 4/2019 di Ecoscienza, la rivista di Arpae Emilia-Romagna, che ha dedicato un servizio al tema “Campi elettromagnetici e 5G”.

Da tutte le esperienze emergono alcuni elementi comuni di valutazione: la nuova tecnologia necessita di un nuovo approccio di valutazione delle esposizioni al campo elettromagnetico, sia in fase preventiva, sia in fase di controllo. Contemporaneamente alla predisposizione dei servizi commerciali 5G il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente ha predisposto norme tecniche per la valutazione e del campo elettromagnetico e il rilascio dei pareri, superando parte delle criticità evidenziate, dall’altra parte le Agenzie si stanno dotando di strumentazione adeguata all’effettuazione delle misure. Le sperimentazioni proseguiranno, coordinate a livello nazionale, per garantire il corretto utilizzo dello spazio elettromagnetico nel rispetto dei limiti normativi e dell’esposizione entro i valori previsti.

ultima modifica 2021-01-14T11:33:23+02:00