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Oli usati, rischi ambientali e nuove risorse da un rifiuto pericoloso

L’importanza della raccolta differenziata per gli oli vegetali esausti e gli oli minerali usati nei motori. L´attività dei due Consorzi nazionali che si occupano del loro smaltimento. I dati sulla raccolta in regione. Lo speciale di ER-Ambiente.

(13/07/12) 

L’olio usato è un pericoloso rifiuto inquinante. Si tratti di lubrificanti minerali o sintetici per i motori di auto, moto o veicoli industriali o dell’olio vegetale usato in cucina per friggere o per conservare gli alimenti, l’imperativo da seguire per proteggere l’ambiente è lo stesso: una corretta procedura di raccolta e smaltimento, seguita da una possibile rigenerazione che può dare nuova vita a nuovi utilizzi per una risorsa importante.

Per garantire che gli oli usati entrino in un ciclo sicuro di raccolta differenziata esistono due consorzi nazionali. Il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati (COOU) da 28 anni garantisce in tutta Italia la raccolta e il riutilizzo dell’olio lubrificante usato mentre sugli oli ad uso alimentare ha competenza dal 1998 il Consorzio obbligatorio nazionale di raccolta e trattamento degli oli e dei grassi vegetali e animali esausti (CONOE), che assicura su tutto il territorio nazionale il trasporto, lo stoccaggio, il trattamento e il recupero della filiera oli e grassi esausti ai fini ambientali a tutela della salute pubblica e per diminuire progressivamente la dispersione riducendo così l’inquinamento.

Lo speciale di ER-Ambiente:

  • ribadisce l’importanza della corretta raccolta differenziata per gli oli vegetali esausti e gli oli minerali usati nei motori;
  • illustra come funzionano i due Consorzi nazionali che si occupano del loro smaltimento;
  • fornisce i dati sulla raccolta di olii usati in regione.

 

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