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La siccità di dicembre 2015 in Emilia-Romagna

Un dicembre anomalo con temperature miti, assenza di precipitazioni e segnali di siccità. Non pioveva così poco dal dicembre del 1989.

(02/01/16) 

Era dal 1989 che in questo mese non pioveva così poco e proprio allora si inaugurava una anomala siccità invernale, evento che si sarebbe poi ripetuto anche nel 2002 e nel 2007.
Se escludiamo il solo evento di pioggia di novembre di quest´anno, tra sabato 21 e domenica 22, si potrebbero contare, alla fine di dicembre, circa 60 giorni senza precipitazioni.
E’ difficile individuare con sicurezza le cause di tale intensa anomalia, ma non si esclude che sia collegata alle attuali anomalie climatiche globali associate al verificarsi di un intenso El-Nino nel Pacifico tropicale e di un vortice artico particolarmente intenso e concentrato.

Le condizioni meteorologiche: la vasta area anticiclonica stazionaria

Analizzando la situazione sinottica, si nota come già dalla fine di novembre e per tutto il mese di dicembre, la corrente a getto si sia disposta, con valori molto intensi, alle latitudini più settentrionali: l´aria mite dell´oceano atlantico è stata così spinta con decisione fino ai settori più orientali della massa continentale euro-asiatica. Il fronte polare, lungo il quale si sviluppano i sistemi depressionari, staziona da settimane tra le isole britanniche e la penisola scandinava. Il resto dell´Europa è stato ed è tuttora interessato in prevalenza da una vasta area anticiclonica che determina scarsità di precipitazioni, temperature miti e ristagno della massa d´aria.

Anche l´Italia, in particolare il Settentrione, risente di condizioni di perdurante stabilità atmosferica, senza il transito di alcun sistema nuvoloso organizzato. Soltanto tra le giornate del 23 e del 24 dicembre un debole flusso umido da sud-ovest ha addensato le nubi sui rilievi appenninici occidentali, dove si sono registrate alcune ore di precipitazione moderata e prolungata. Eccezion fatta per questo episodio, sul territorio regionale, come sul resto del bacino padano, da tempo prevalgono le nebbie o gli strati bassi sulla pianura e, invece, giornate soleggiate sui rilievi, con temperature miti e assenza di precipitazioni e vento. Condizioni queste che, come noto, in pianura stanno determinando elevate condizioni di inquinamento.

 

Analisi climatica delle precipitazioni di dicembre

Analizzando i dati dei mesi di dicembre dal 1987 a oggi in un’area di pianura tra le province di Bologna e Ferrara, si osserva che, rispetto ad un’attesa climatica di circa 50 mm (media 1991-2010), non si sono verificate precipitazioni solo nel 1989 e nel 2015; gli altri anni con dicembre siccitoso, meno di 10 mm di pioggia, sono stati il 1988, il 1991, il 2001 e il 2013. Estendendo indietro l’analisi fino al 1961, possiamo osservare che solo nel 1974 si sono avute piogge inferiori a 10 mm: vi sono quindi stati ben 6 casi di dicembre siccitoso negli ultimi 30 anni e un solo caso nei 25 precedenti.
Anche il mese di novembre è stato siccitoso, con piogge mediamente inferiori al 50 % delle attese e tutte concentrate in un solo evento (tra sabato 21 e domenica 22), rispetto ai 5-6 giorni di pioggia che si verificano mediamente in questo mese e che nelle annate più piovose raggiungono i 12-15 giorni di pioggia (clima 1991-2010).

In tutta la regione, sommando i due mesi di novembre e dicembre, sono attesi mediamente (clima 1991-2010) tra 120 e 150 mm in pianura e fino ai 300-400 mm sui rilievi occidentali. Negli ultimi due mesi del 2015 (fino al 27 dicembre), sono piovuti solamente tra 20 e 60 mm, con valori più elevati localizzati sui rilievi del settore centrale. Come si può vedere nella mappa a destra, si riscontra in sostanza una forte anomalia, rispetto alle precipitazioni medie di riferimento, di circa 100-150 mm in pianura, e di 200-300 mm sui rilievi. L´area maggiormente interessata dalle scarse precipitazioni è quella occidentale, in particolare il parmense dove è piovuto meno di un quinto delle attese.

Sempre osservando l´andamento delle precipitazioni dei mesi di novembre e dicembre, dal 1987 al 2015 e limitatamente ad un´area della collina parmense (Langhirano), è possibile notare che per trovare precipitazioni così basse occorre tornare all’anno 1989. La precipitazione cumulata nei bacini montani dal Parma al Trebbia da ottobre 2015, considerando un riferimento climatico dal 1962 al 2014, risulta inferiore al 5° percentile  (i grafici della precipitazione cumulata e altri dati sulla disponibilità idrica sono disponibili sul sito Siccità e desertificazione di Arpae Emilia-Romagna).

 

La siccità e le portate del fiume Po

Anche se le stime attuali dell’umidità del terreno vedono situazioni di siccità confinate sulla sola pianura occidentale (province di Parma e Piacenza), si osserva un preoccupante ritardo nella ricarica delle riserve idriche e delle falde.
L´assenza di precipitazioni sta infatti mettendo in crisi anche i bacini fluviali, che stentano a raggiungere portate tipicamente invernali.
Sul fiume Po si sono registrati valori idrometrici molto bassi, prossimi ai valori minimi che generalmente si osservano in corrispondenza del periodo estivo.

La portata del Po a Piacenza, come si può vedere nel grafico sulla mappa della "Disponibilità idrica" del sito Siccità e desertificazione, risulta inferiore alla media storica mensile, ma un po’ superiore al valore minimo storico. In particolare, su quasi tutte le sezioni idrometriche a partire da quella di Piacenza, si evidenzia un andamento decrescente, ad iniziare dal 1 novembre, con un lieve aumento registrato solo intorno al 23-25 novembre, e i valori rilevati risultano prossimi a quelli della “magra ordinaria” (valori di portata aventi tempi di ritorno Tr pari a 1.33 anni). Nella tabella qui sotto sono riportati i Tempi di ritorno (Tr) delle portate medie giornaliere del 27 dicembre 2015; le portate corrispondenti sono confrontate con i valori di magra ordinaria calcolati per le singole stazioni .

 





 





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