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Siti contaminati

Il riferimento normativo in materia di bonifica dei siti contaminati è il D.Lgs. 152/06 e ss.mm.ii. “Norme in materia ambientale” che, alla Parte Quarta, Titolo V “Bonifica di siti contaminati”, disciplina gli interventi di bonifica dei siti contaminati, definisce il ruolo di Arpae nella gestione dei Siti Contaminati e procedure, criteri e modalità per lo svolgimento delle operazioni necessarie per l´eliminazione delle sorgenti di inquinamento dalle matrici contaminate.

Le attività di Arpae sui siti contaminatiLe attività di Arpae sui siti contaminati (poster presentato a Remtech2016)

 

Arpae per monitorare le attività che svolge sui siti contaminati utilizza e implementa un proprio Data Base (DB) denominato “Catasto dei Siti Contaminati”. Lo stesso DB è funzionale per definire gli indicatori ambientali che consentono di monitorare gli impatti generati da specifici settori produttivi.

Scarica il Catasto dei siti contaminati - Report 2015

Scarica il Catasto dei siti contaminati in formato .csv

 

Nel Catasto dei Siti Contaminati vengono raccolte le informazioni riguardanti le attività che l’Agenzia svolge sui siti contaminati, sia in procedura ordinaria (art. 242) che in procedura semplificata (art. 249). Al momento non risultano attività svolte nell’ambito della procedura semplificata definita dall’art. 242 bis.

Nel Catasto sono presenti i siti potenzialmente contaminati secondo le definizioni dettate dal DM 471/99 ma non sono stati inseriti i potenzialmente contaminati ai sensi dell’art. 240 comma 1 lettera d) del D.Lgs. 152/2006. Attualmente le procedure di caratterizzazione ai sensi degli articoli 242 o 249 nelle quali è coinvolta l’Agenzia sono 220.

In particolare esso è strutturato nelle seguenti sezioni informative:

  1. Anagrafica: con l´indicazione generale sulla denominazione, la localizzazione del sito, i soggetti interessati (proprietario, responsabile dell´inquinamento, soggetto che deve agire in via sostitutiva…), eventuali siti collegati, la data di attivazione del procedimento e tipologia dell’atto di attivazione, il tipo di attività svolta sul sito, la destinazione d’uso del sito e le principali informazioni sulle superfici e i volumi contaminati;

  2. Tecnica: contenente identificazioni delle sostanze rilevate nelle diverse matrici ambientali che superano i limiti tabellari, le principali sorgenti di inquinamento presenti nel sito, ulteriori elementi caratterizzanti il sito quali la presenza di falda e di pozzi, le informazioni sull’accessibilità al sito;

  3. Procedurale: contenente informazioni sulla storia procedurale e l’iter amministrativo del sito (es. ordinanze, comunicazioni, progetti, autorizzazioni, certificazioni);

  4. Interventi: contenente le principali informazioni sulle superfici e i volumi delle matrici contaminate, sulle modalità e tecnologie di bonifica e messa in sicurezza utilizzate e sui controlli effettuati.

I siti inseriti nel Catasto con procedura aperta, ovvero in corso di bonifica (aggiornamento aprile 2015) sono 379; la ripartizione dei siti contaminati fra le nove province viene rappresentato nella figura seguente.

Figura 1, Numero di siti contaminati per provincia

fig. 1

Le provincie che hanno il maggior numero di siti sono Bologna (88) e Ravenna (66). La provincia che invece presenta il minor numero è Rimini con 8 siti.

Il rapporto fra il numero di siti rispetto al numero di abitanti mostra come la provincia di Ravenna sia quella con la pressione maggiore sulla popolazione residente con 17 siti ogni 100.000 abitanti; Rimini risulta sempre quella meno interessata con solo 2 siti ogni 100.000 abitanti.

Figura 2, Siti riferiti alla popolazione

Fig. 2

La localizzazione dei siti nel territorio regionale è riportata nella figura seguente.

Figura 3, Georeferenziazione dei siti contaminati presenti nel Catasto Arpa

Fig. 3

 

Riferimenti normativi

Il ruolo di Arpae nella gestione dei Siti Contaminati

Catasto dei siti contaminati - Report 2015

 

Link utili

Ispra - siti contaminati

RECONNET

Ministero Ambiente - Bonifiche