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Acque sotterranee

Il D. Lgs 30/2009, recependo le direttive 2000/60/CE e 2006/118/CE, modifica contestualmente il D.Lgs 152/2006 per quanto attiene la caratterizzazione e l’individuazione dei corpi idrici sotterranei, stabilisce i valori soglia e gli standard di qualità per definire il buono stato chimico delle acque sotterranee, definisce i criteri per il monitoraggio quantitativo e per la classificazione dei corpi idrici sotterranei o dei raggruppamenti degli stessi.
Sulla base dei criteri definiti nel decreto sono stati rivisti e adeguati alla Direttiva 2000/60/CE i corpi idrici sotterranei individuati nel Piano di Tutela delle Acque della Regione Emilia- Romagna (2005), considerando oltre le conoidi alluvionali appenniniche e le piane alluvionali appenniniche e padane anche l’acquifero freatico di pianura e i corpi idrici montani. L’individuazione dei corpi idrici sotterranei è avvenuta tenendo conto delle condizioni di stato ambientale definito attraverso il monitoraggio delle acque sotterranee svolto in Emilia- Romagna a partire dal 1976 e tenendo poi conto delle pressioni e degli impatti esistenti.
Per ciascun corpo idrico individuato è stata effettuata un’analisi di rischio per definire il raggiungimento dello stato di buono al 2015, sia esso di tipo chimico che quantitativo. Sono stati quindi individuati i corpi idrici “non a rischio” e quelli “a rischio”, indicando in quest’ultimo caso le sostanze chimiche per le quali il corpo idrico è a rischio. Sulla base delle risultanze dell’analisi di rischio e tenendo conto delle pressioni è stato adottato un raggruppamento di corpi idrici, finalizzato ad ottimizzare il monitoraggio ambientale, nel periodo 2010-2015. Gli allegati alla Delibera di Giunta della Regione Emilia-Romagna n. 350 dell’8 febbraio 2010 contengono l’analisi delle pressioni, i criteri adottati per l’individuazione dei nuovi corpi idrici e la loro delimitazione, l’individuazione delle reti di monitoraggio (quantitativo, sorveglianza e operativo) e programmi di monitoraggio con i quali sono stati individuati i protocolli analitici e le frequenze di misura e campionamento. 
Si evidenzia che l’ambito territoriale della provincia di Rimini, a seguito dell’emanazione della Legge n. 117 del 3 agosto 2009, è stato ampliato con l’annessione alla Regione Emilia- Romagna di sette comuni della Valmarecchia - ex- provincia di Pesaro-Urbino. La Regione Emilia-Romagna ha pertanto recepito la normativa nazionale con l’emanazione della legge regionale n.17 del 4 novembre 2009. Nel 2010-2011 si è pertanto proceduto all’individuazione dei corpi idrici sotterranei presenti nella porzione di territorio annessa e, condotta l’analisi delle pressioni con gli stessi criteri utilizzati per il resto del territorio dell’Emilia-Romagna, sono state individuate le stazioni da inserire nella rete di monitoraggio e i relativi protocolli di controllo sorveglianza/operativo) secondo la tipologia richiesta.