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Le auto elettriche sono amiche del clima e della qualità dell´aria

L’Agenzia europea per l’ambiente conferma che, nel loro intero ciclo di vita, emettono meno gas serra e meno inquinanti.

(26/11/18) 

Le auto elettriche a batteria emettono meno gas serra e inquinanti atmosferici, per l’intero ciclo di vita, rispetto alle vetture a benzina e diesel.

Le emissioni delle auto elettriche sono inferiori di circa il 17-30% rispetto a quelle delle vetture a combustibili tradizionali (diesel e benzina) e le previsioni di scenario indicano che, entro il 2050, potrebbero essere ridotte di almeno il 73%.

Questi dati emergono dal rapporto “Electric vehicles from life cycle and circular economy perspectives” pubblicato dall’Agenzia europea per l´ambiente (EEA) lo scorso 22 novembre. Nel documento si conferma che promuovere l´energia rinnovabile e l´economia circolare, incluso l´uso condiviso di veicoli e la progettazione di sistemi produttivi nei quali prevalga il riutilizzo e il riciclaggio di materiali, contribuirà a massimizzare i benefici del passaggio a veicoli elettrici.

Il rapporto EEA si concentra su diversi aspetti e confronta i vantaggi nell’utilizzo di veicoli elettrici rispetto alle auto a benzina e a diesel: i loro impatti, il cambiamento climatico, la qualità dell´aria, il rumore e gli ecosistemi.

Già ora, se si considera l’intero ciclo di vita di un auto elettrica in Europa, è evidente che vengono prodotti meno gas serra e meno inquinanti atmosferici rispetto a vetture equivalenti a benzina o a diesel. Le emissioni atmosferiche sono generalmente più elevate nella fase di produzione di auto elettriche, ma queste sono più che compensate dal minore impatto sul lungo periodo, considerando quindi la fase di utilizzo successiva. 

Vi sono poi vantaggi evidenti dell’utilizzo di veicoli elettrici anche a livello locale, di migliore qualità dell’aria per l’assenza di emissioni a livello stradale (senza trascurare però le emissioni di particolato proveniente da strade, pneumatici e usura).

Un altro aspetto positivo, derivante dall’utilizzo di veicoli elettrici, riguarda la riduzione di inquinamento acustico, soprattutto nelle città quando, per il traffico congestionato, spesso si viaggia a basse velocità o si è addirittura fermi in coda.

Va specificato che l’esito del confronto, fra veicoli tradizionali e quelli elettrici, è meno favorevole per questi ultimi quando si considerano gli impatti sugli ecosistemi derivanti dai metodi utilizzati per la loro produzione, in particolare per la tossicità dei materiali utilizzati e coinvolti.
Si pensi, per esempio, alle criticità legate all´estrazione e alla lavorazione di rame, nichel e di altre materie prime. Aspetti che potrebbero essere minimizzati e anche superati spostandosi verso sistemi produttivi “amici dell’ambiente”, quindi verso approcci di economia circolare, di riutilizzo e riciclo di materiali, in particolare le batterie.

Sempre L’EEA ha recentemente pubblicato informazioni riguardanti gli impatti ambientali e climatici dei trasporti. In evidenza appare il dato che in Unione europea (UE), dal 2014, le emissioni di gas serra del settore trasporti sono aumentate.

Le stime preliminari, per il 2017, le collocano al 28% sopra i livelli del 1990, indicando che non siamo sulla buona strada per soddisfare, sul lungo periodo, gli obiettivi climatici prefissati al 10% per il 2020.

I trasporti, oltre ad essere la principale causa di rumore ambientale in Europa, continuano ad essere una fonte significativa di inquinamento atmosferico, in particolare per le emissioni di particolato e di diossido di azoto.

I dati preliminari, relativi al 2017, mostrano che le emissioni medie di CO2 delle nuove autovetture nell´UE sono aumentate dello 0,4% nel 2017 (aumento che si verifica per la prima volta da quando è iniziato il monitoraggio, cioè dal 2010).

Dal rapporto emerge quindi che ridurre il consumo di petrolio nei trasporti rimane ancora una sfida e che le energie rinnovabili impiegate nei trasporti, in Unione europea, sono ancora al di sotto dell´obiettivo del 10% fissato per il 2020 (considerando solo i biocarburanti conformi a specifici criteri di sostenibilità). Ad oggi, solo due Stati membri dell´UE (Austria e Svezia) hanno raggiunto il “traguardo” del 10%.

Qualche dato in più per approfondire 
Nel 2017 le registrazioni di veicoli elettrici a batteria sono aumentate del 51%, pari allo 0,6% di tutte le nuove registrazioni nell´UE. Quelle di veicoli elettrici ibridi plug-in sono aumentate del 35%, pari allo 0,8% delle nuove registrazioni.

Per la prima volta dall´inizio del monitoraggio (2010) le auto a benzina sono diventate più popolari (53% delle nuove immatricolazioni) rispetto a quelle diesel (il 45%).

/RR

Fonte: Agenzia europea per l´ambiente



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