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Luci ed ombre al termine della COP24

Ribadita l´intesa sull´Accordo di Parigi, ma mancano azioni concrete

(17/12/18) 

Il risultato principale raggiunto dai 196 paesi che hanno preso parte alla Conferenza COP24 dell’ONU conclusasi a Katowice, in Polonia, lo scorso 14 dicembre è il Rulebook: un documento di 100 pagine con alcune regole comuni che i paesi firmatari dovranno rispettare per la lotta al cambiamento climatico in atto e per rende operativo l’Accordo di Parigi firmato nel 2015. I paesi che hanno sottoscritto il Rulebook si sono detti impegnati a ridurre le emissioni di CO2 per limitare la crescita della temperatura media globale ad un massimo di 2 gradi entro la fine del secolo.

Diversi giudizi negativi sono stati rilanciati da molti mass-media al termine della COP24. Secondo molti commentatori servivano impegni più operativi. Dopo l’allarmante ‘Special Report on Global Warming of 1.5°C’ dell’Ipcc sarebbero dovute emergere decisioni impegnative specifiche per contenere l’incremento della temperatura entro 1.5°, a partire da una revisione degli impegni volontari di riduzione delle emissioni. Inoltre i diritti umani siano stati tagliati fuori dal Rulebook approvato a Katowice, che per essere efficace avrebbe dovuto unire i limiti emissivi con l’equità sociale, di genere, intergenerazionale, la sicurezza alimentare, la tutela dell’ecosistema e della biodiversità, la partecipazione e i diritti delle popolazioni indigene. Tutto è rinviato, ancora una volta, in base alla decisione del segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, che ha convocato un altro vertice sul clima a settembre 2019, per cercare di rafforzare l´azione climatica e per sostenere i Paesi in via di sviluppo.



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