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Rinnovabili e green economy, in linea Ecoscienza 4/2012

Lo sviluppo delle energie da fonti rinnovabili in Italia dopo il V Conto energia. Gli altri argomenti trattati in questo numero: la previsione meteo oggi, le prospettive e le potenzialità del sistema, la siccità in Emilia-Romagna e il cambiamento climatico.

(26/10/12) 


Gli argomenti principali trattati in questo numero di Ecoscienza

Rinnovabili e green economy, una corsa a ostacoli
Negli ultimi anni in Italia il balzo in avanti nella produzione di energia da fotovoltaico c’è stato e oggi si produce con questa fonte l’equivalente di un impianto nucleare. A fine 2011 le rinnovabili soddisfacevano già il 24% del fabbisogno interno lordo di elettricità, a un prezzo di quasi parità rispetto a quello dell’energia elettrica prodott
a da fonti fossili (grid parity). Uno degli strumenti decisivi è senza dubbio il sistema degli incentivi statali. La revisione degli incentivi, attuata con il decreto “V Conto energia”  e con il decreto sulle rinnovabili non fotovoltaiche, ha riacceso il dibattito su natura, stabilità e affidabilità nel tempo del regime di sostegno a tali fonti.
Il primo aspetto che emerge dal dibattito è il bisogno di certezza delle regole e la semplificazione degli adempimenti amministrativi necessari ad attivare gli impianti, in particolare per lo sviluppo delle imprese impegnate nel settore delle rinnovabili.
La green economy delle fonti alternative al fossile e al nucleare deve comunque tenere conto della sostenibilità economica e ambientale degli impianti e della esigenza di salvaguardare l’uso del suolo secondo priorità predefinite, in particolare del suolo agricolo, una risorsa vitale e inalienabile.

La previsione meteo oggi. Grandi potenzialità, ma permangono le debolezze di sistema
Grandi capacità di calcolo, capillarità delle reti d’osservazione, remote sensing (satelliti e radar), applicazione sempre più spinta della modellistica numerica all’attività previsionale sono gli elementi più significativi della capacità previsionale odierna. Il progredire della scienza, ingenti investimenti e la cooperazione internazionale hanno consentito di integrare i modelli globali con quelli ad area limitata. Tutto ciò permette di sfornare previsioni attendibili a scale spazio-temporali impensabili solo 20 anni fa.
Di pari passo è evoluta l’utenza - ad esempio del settore agricolo, dei trasporti, della protezione civile - le cui attività sono necessariamente supportate da quelle previsionali. È aumentata anche l’utenza privata, tanto da descrivere quasi una diffusa "ansia da previsione meteo". Persistono comunque le debolezze del sistema pubblico, che dovrebbe assicurare risorse per stare al passo coi tempi e un’integrazione fra i servizi per mettere in valore tutte le potenzialità, anche quelle di carattere economico. Per fare una previsione seria non bastano un computer e la rete, come si vorrebbe far credere a volte, senza considerare il lavoro scientifico e gli investimenti necessari per ottenere il prodotto previsionale. La comunicazione è tutt’altra cosa e non è detto che la spettacolarizzazione aiuti.

Siccità in Emilia-Romagna e cambiamento climatico
Il lungo periodo di siccità e alte temperature delle ultime settimane ha compromesso sensibilmente la produzione vegetale e zootecnica dell’Emilia-Romagna. La stagione appena trascorsa conferma una tendenza che si estende al bacino del Mediterraneo, già delineata dalle simulazioni di cambiamento climatico.
Occorrono interventi più efficaci e di lungo periodo per far fronte a queste criticità.

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