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Misurare gli odori: il Laboratorio olfattometrica di Arpae

Anche in Emilia-Romagna gli odori costituiscono uno dei più rilevanti aspetti negativi di impatto ambientale. Dal 2014 è attivo in Arpae il Laboratorio olfattometrica.

(13/02/17) 

Il laboratorio olfattometrica di Arpae
Anteprima Ecoscienza, in AmbienteInforma del 16 febbraio 2017

La verifica completa sull’impatto odorigeno dovuto a una o più fonti diverse è un´attività complessa e onerosa. In via preliminare è fondamentale acquisire informazioni precise intervistando la popolazione coinvolta. Analisi chimica, analisi sensoriale e "nasi" elettronici consentono ulteriori approfondimenti alla ricerca delle fonti. Il Laboratorio olfattometrica di Arpae è attivo dal 2014.

Anche in Emilia-Romagna gli odori costituiscono uno dei più rilevanti aspetti negativi di impatto ambientale di molte attività e impianti, tra i quali:
- trattamento e smaltimento di rifiuti e lavorazioni di sottoprodotti di origine animale
- allevamenti e spandimenti
- industrie alimentari e impianti che gestiscono, lavorano o trasformano grandi masse di sostanza organica
- industrie chimiche

Il disturbo olfattivo è uno dei fenomeni che possono interferire negativamente con lo stato di benessere dell’organismo umano e può essere causa di indubbio e persistente fastidio per la popolazione, diventando elemento di conflitto sia nel caso di impianti esistenti, sia nella scelta del sito di localizzazione di nuovi impianti.

L’assenza di riferimenti legislativi specifici e di parametri oggettivi di confronto –non ancora definiti, stante le difficoltà connesse alla soggettività della percezione olfattiva e le complicate modalità di determinazione degli odori nell’ambiente – rende molto problematica la caratterizzazione del disagio percepito e, di conseguenza, l’attività propria dell’ente preposto al controllo ambientale.
Per questo motivo, le attività da mettere in campo comprendono un insieme di tecniche di indagine, tra loro integrate, selezionando quelle che di volta in volta consentono di ottenere il maggior numero di informazioni possibili.

La verifica completa sull’impatto odorigeno di una o più fonti diverse è attività complessa e onerosa ed è perciò necessario attivare percorsi conoscitivi preliminari che, seppur semplificati rispetto a indagini complete e rigorose, consentono di monitorare in via preliminare l’entità del disagio e di valutare la reale necessità di approfondimenti più complessi e impegnativi.
E’ fondamentale acquisire informazioni precise in merito all’entità del disagio segnalato e, da questo punto di vista, nessuno meglio della popolazione coinvolta può essere fonte di notizie. Pertanto, risultano spesso necessarie forme preliminari di indagine diverse dalle classiche misure strumentali, come ad esempio la cosiddetta indagine sociale, ben descritta nel recente atto normativo della Regione Lombardia (DGR n.3018/2012), uno studio che coinvolge direttamente i cittadini che risiedono o lavorano nelle aree in cui le maleodorazioni sono avvertite.
Sebbene in alcune situazioni si abbia ben presente fin dall’inizio quale possa essere la fonte di odore, una semplice indagine di questo tipo consente spesso di supportare le ipotesi fatte con dati oggettivi e difficilmente contestabili anche da parte di aziende che ritengono di non avere responsabilità nella diffusione di odori fino a quando non lo si dimostri con rilievi oggettivi.

Qualora gli esiti preliminari non siano sufficienti a dare la giusta evidenza del problema o indichino la necessità di approfondimenti, è necessario progettare ulteriori accertamenti con altre metodologie di indagine. L’ulteriore approccio al problema avviene solitamente mediante tecniche di analisi chimica, usate per indagare le quantità e la tipologia dei composti odorosi presenti in un gas, e tecniche di analisi sensoriale, usate per quantificare la percezione dell’odore; entrambe possono essere ottimamente integrate alle precedenti tecniche di tipo sociologico (indagine sociale e questionari) e ai dati meteorologici.

Entrambe le tecniche presentano pregi e difetti: l’analisi chimica fornisce una conoscenza quali/quantitativa dei composti di maggior interesse presenti in aria, ma non consente, generalmente, precise considerazioni sull’impatto odorigeno (intensità dell’odore, gradevolezza ecc.); viceversa l’approccio sensoriale permette di acquisire precise informazioni sulla sensazione di odore senza fornire, però, alcuna informazione di tipo chimico.

A completamento delle precedenti tecniche è necessario disporre anche di un sistema di misura che possa dare una risposta immediata a un fenomeno odoroso acuto (anche di breve durata) e che consenta di monitorare l’evoluzione nel tempo e nello spazio della presenza di sostanze odorigene: questi requisiti possono essere soddisfatti mediante un sistema olfattivo elettronico (naso elettronico) opportunamente predisposto e calibrato. Il naso elettronico è uno strumento progettato per rilevare e riconoscere miscele di gas e di composti volatili: il suo principio di funzionamento si basa sull’elaborazione dei segnali elettrici prodotti da un insieme di diversi sensori di gas in presenza della miscela gassosa da analizzare. L’insieme delle risposte dei diversi sensori viene sottoposto a tecniche di elaborazione matematiche che, attraverso algoritmi di calcolo, ricercano i parametri e le grandezze caratteristiche che differenziano i vari campioni.
Il sistema olfattivo elettronico, tramite la risposta dei propri sensori allo stimolo creato dall’aria odorosa, crea quindi una “impronta olfattiva” caratteristica dell’aria stessa (un’ipotetica impronta digitale del campione di aria) che servirà allo strumento per riconoscere eventuali campioni dalle caratteristiche simili.

La Regione Emilia-Romagna nel 2010 ha incaricato Arpa ER di predisporre un progetto per la realizzazione e la gestione di un Laboratorio di olfattometria dinamica, tecnica di indagine specifica descritta in una norma europea (UNI EN 13725) finalizzata alla quantificazione oggettiva dell’odore di una miscela gassosa. E’ stato pertanto coinvolto il Centro tematico regionale Emissioni industriali di Arpa Modena affinchè sviluppasse un´adeguata proposta che riguardasse, non solo la realizzazione del laboratorio olfattometrica, ma anche l’acquisizione delle attrezzature necessarie alle attività di campionamento delle sorgenti odorose di vario tipo. La realizzazione del Laboratorio di olfattometria dinamica si colloca perfettamente nel quadro normativo che la Regione Emilia-Romagna intende adottare in merito alle problematiche di odori molesti, sulla base di linee guida e criteri tecnici, in corso di predisposizione, per il contenimento degli odori.

Il Laboratorio di olfattometria dinamica è, inoltre, il naturale complemento del Laboratorio tematico per le analisi chimiche delle emissioni, collocato attualmente presso la sede Arpae di Modena, poiché permette di associare alla caratterizzazione chimica già consolidata, anche la determinazione oggettiva dell’intensità di odore, sulle emissioni per le quali se ne ravvisa la necessità.
Il Laboratorio olfattometrica di Arpae ER è stato realizzato a Modena nel corso del 2013 ed è attivo dalla metà del 2014 e rappresenta, in Emilia-Romagna, l’unica struttura pubblica di questo genere a supporto degli enti locali (Regione, Province, Comuni) per la pianificazione territoriale e a supporto degli enti di controllo (Arpae, Usl) per le attività di vigilanza e ispezione in merito alle problematiche connesse a odori e molestie olfattive.
Il Laboratorio olfattometrico, si è poi ulteriormente strutturato con l’acquisizione di un sistema olfattivo-elettronico (naso elettronico) e di un sistema automatico di campionamento di aria ambiente in tempo reale, comandabile in remoto, entrambi a disposizione della rete Arpae regionale.

Le attività richieste in merito alle problematiche di odore risultano in costante aumento fin dai primi anni di attività: indicativamente ogni anno sono richieste 25-30 sessioni di olfattometria dinamica (per un totale di circa 100-120 campioni analizzati) e 4-5 campagne di indagine con naso elettronico. L’unità specialistica creatasi in Arpae ER, inoltre, supporta numerosi eventi formativi rivolti, non solo agli operatori Arpae, ma anche a operatori di altre Arpa italiane.
Arpae partecipa fattivamente ai gruppi di lavoro istituiti da Ispra su questi temi.

Stefano Forti, Arpae Emilia-Romagna

Nella foto un "naso" elettronico.

Altre risorse

- Indagine olfattometrica al Depurazione di Riccione, progetto in corso (2016)

- Il protocollo biogas Arpa e Ausl sperimentato a Bologna e Imola, in Ecoscienza 1/2015

- Incendi nell´area del Mezzano (Ferrara), 2015

Altri casi:

- Odori molesti a Borgotaro, il punto (2017)

- Cattivi odori a Forlì provenienti dalle distillerie, relazione tecnica (2016)


- Servizio in Ecoscienza 1/2012:

Controllo degli odori, le tecniche di indagine 
Stefano Forti, Vittorio Boraldi

In aumento i casi di disturbo olfattivo, come misurarlo? 
Valerio Marroni

Una nuova generazione di nasi elettronici 
Fabrizio Demattè

Per prevenire i cattivi odori occhio a progetto e gestione
Giovanna Biagi, Maria Adelaide Corvaglia

Emissioni olfattive, le linee guida della Lombardia 
Gianluca Cusano


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