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Il decreto sull´informazione non finanziaria è legge

Il Consiglio dei Ministri del 23 dicembre 2016 ha approvato il provvedimento che recepisce la direttiva europea sull’informazione non finanziaria.

(22/02/17) 

rep_044Arpae ha partecipato al percorso di consultazione del ministero dell´Economia e delle finanze, finalizzato a predisporre lo schema di decreto legislativo di recepimento, sotto il coordinamento della Fondazione per lo sviluppo sostenibile. L’informazione non finanziaria infatti si inserisce a pieno titolo tra gli SDGs dell’ONU - Obiettivi di Sviluppo Sostenibile per il 2030, in particolare nel Goal “Garantire modelli sostenibili di produzione e consumo” target 12.6.

Dall’esercizio 2017 le organizzazioni che rientrano nell’ambito di applicazione del decreto sono tenute a redigere anche un report integrativo, non finanziario.

Il primo aspetto positivo di questo percorso è il metodo utilizzato: l’ampia consultazione degli stakeholder. Inoltre il tentativo di disciplinare il tema dell’obbligatorietà dell’informazione non finanziaria per le società che dovranno tendervi, il concetto di sanzioni per dichiarazioni non finanziarie irregolari o mendaci, infine l’inserimento di un articolo riguardante la rendicontazione volontaria per i soggetti al momento non obbligati sono ulteriori punti di forza del decreto.
Elementi di criticità invece, sui quali il Senato stesso aveva invitato il Governo a un provvedimento più incisivo, riguardano:
1) ambito di applicazione del decreto legislativo, che si rivolge solo a società quotate, banche, assicurazioni, riassicurazioni con determinate caratteristiche dimensionali legate a dipendenti e fatturato
2) lo standard di rendicontazione, per il quale si lascia la libertà di adottare genericamente modelli emanati da autorevoli organismi. Per il primo punto ASviS, con Enrico Giovannini e Luigi Ferrata, sottolinea che sarebbe stata preferibile un’azione più decisa da parte del Governo Italiano, includendo fra i soggetti tenuti alla dichiarazione non finanziaria le public utilities e il settore pubblico. Per il secondo punto i referenti della consultazione pubblica avrebbero optato per il modello della Global Reporting Initiative (GRI) per assicurare maggiore omogeneità nella redazione delle informative non finanziarie che sono i Report di sostenibilità.



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