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Rapporto ambiente urbano, l´aria nelle città

Un´analisi della situazione della qualità dell´aria nelle città in Italia e in Emilia-Romagna che emerge dal Rapporto Snpa.

(21/12/17) 

Il 14 dicembre 2017 è stato pubblicato il “XIII Rapporto sulla Qualità dell’ambiente urbano”, edito dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente. Il documento, che fotografa gli aspetti ambientali delle città del nostro paese, è un punto di riferimento per conoscere e prendere coscienza dei punti di forza e di debolezza dei principali ambiti urbani italiani, e dunque attivare eventuali strategie di miglioramento.  La lettura del rapporto offre interessanti spunti di approfondimento sulle tematiche ambientali, ed aspetti connessi, di 119 città italiane. Una delle maggiori criticità evidenziata è lo stato della qualità dell’aria che presenta spesso valori superiori ai limiti normativi. I dati sono ben rappresentati nelle tre mappe di seguito riportate, consultabili anche all’interno del rapporto, nelle quali sono visualizzati i principali inquinanti delle  città analizzate: PM10, biossido di azoto (NO2), ozono (O3).

Considerando il valore limite giornaliero del PM10, cioè le polveri presenti in aria aventi un diametro inferiore a 10 micrometri, nel 2016, come mostrato nella mappa 1, sono evidenti valori oltre al limite in diverse aree urbane, in particolare quelle della pianura padana. Focalizzando l’attenzione sull’Emilia-Romagna, nel 2016 le città capoluogo della regione presentano valori elevati a Piacenza, Reggio Emilia, Modena, Ferrara e Rimini. Una situazione simile è stata osservata anche nel corso del 2017, in cui i dati aggiornati al 10 dicembre mostrano come il limite sia stato oltrepassato in 34 aree urbane, gran parte delle quali collocate, anche quest’anno, nel bacino padano: Torino, con 103 giornate, è la città con il maggior numero di superamenti.

PM10 Rapporto ambiente urbano

L’ozono presenta una situazione ancor più problematica: nella stagione estiva del 2017, come raffigurato nella mappa 2, ben 84 città superano l’obiettivo a lungo termine per la protezione della salute. In particolare, nella nostra regione tutte le città presentano valori elevati.

Ozono Rapporto ambiente urbano

Infine, nel 2016, come mostrato nella mappa 3, il limite annuale del biossido di azoto è stato superato in 21 aree urbane tra quelle analizzate dal RAU. In Emilia-Romagna, nello stesso anno, il valore di riferimento di legge è stato superato a Bologna, Modena e Rimini.

NO2 Rapporto ambiente urbano

Nel complesso, già dall’osservazione delle tre mappe si può notare come le città dell’Emilia-Romagna, sebbene con qualche distinguo,  presentino problematiche simili a quelle degli altri centri urbani situati nell’area padana. Ciò è una conferma di come l’inquinamento atmosferico nella pianura del Po - che con la sua conformazione tende a favorire situazioni di accumulo a causa delle formazioni montuose costituite dalle Alpi a nord e a ovest, e dagli Appennini a sud -  debba essere studiato nella complessità di tutto il bacino. Qui gli inquinanti possono infatti disperdersi in un territorio privo di ostacoli orografici, influenzati da fenomeni diffusivi, dalle condizioni meteo, dalle trasformazioni chimiche delle sostanze in aria, come già descritto a questo link.

Per tali ragioni, eventuali interventi o azioni di miglioramento non possono prescindere dalla collaborazione di tutte le regioni afferenti al bacino padano. È stato pertanto istituito il tavolo di bacino padano, il cui obiettivo è di definire provvedimenti comuni per il miglioramento della qualità dell’aria in tutte le regioni che lo costituiscono.  Anche l’Unione europea pone molta attenzione alla tematica: ha infatti da poco  approvato il  progetto Prepair, il quale mira ad implementare le misure previste dai piani regionali e dall’Accordo di bacino su scala maggiore e a rafforzarne la sostenibilità e la durabilità dei risultati. Il progetto copre la valle del Po e le regioni e le città che influenzano maggiormente la qualità dell’aria nel bacino. Le azioni di progetto si estendono anche alla Slovenia con lo scopo di valutare e ridurre il trasporto di inquinanti anche oltre il mare Adriatico.



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