Normativa

Il quadro normativo in materia di acque di balneazione è regolamentato dalla "Direttiva Balneazione" (Dir. 2006/7/CE), recepita in Italia con il D.Lgs 116/2008, a sua volta seguito dai decreti attuativi (D.M. 30 marzo 2010 D.M. 19/04/2018). La Direttiva in vigore privilegia una gestione integrata della qualità delle acque, allo scopo di mettere in atto azioni volte a prevenire l´esposizione dei bagnanti a rischi per la salute. La Regione Emilia-Romagna ogni anno individua le acque di balneazione e la relativa rete del monitoraggio mediante propria Delibera di Giunta Regionale. Al termine di ciascuna stagione balneare viene effettuata la classificazione in relazione a ciascuna acqua di balneazione, sulla base delle serie di dati relativi alla stagione balneare appena conclusa e alle tre stagioni balneari precedenti. Tale classificazione viene poi ufficializzata mediante una Delibera di Giunta Regionale.

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I principali aspetti normativi relativi al monitoraggio della balneazione sono:

  • determinazione di solo 2 parametri batteriologici: Escherichia coli ed Enterococchi intestinali, ritenuti i migliori indicatori di contaminazione fecale;
  • frequenza dei controlli almeno mensile durante la stagione balneare, secondo un calendario stabilito prima dell'inizio della stagione, per un numero minimo di 4 campioni all'anno per ogni punto di prelievo; 
  • giudizio di qualità basato su calcolo statistico: valutazione del 95° percentile o 90° percentile dei dati microbiologici; 
  • classificazione delle acque di balneazione in acque di qualità eccellente, buona, sufficiente e scarsa, effettuata con cadenza annuale sulla base dei risultati dei monitoraggi delle ultime 4 stagioni balneari;
  • analisi integrata d´area basata sulla conoscenza del profilo di costa antistante e messa in relazione dello stato di qualità delle acque di balneazione con le possibili fonti di contaminazione;
  • intervento con le necessarie misure di gestione sulle fonti di impatto rilevate ai fine di perseguire obiettivi di miglioramento della qualità delle acque; 
  • informazione al pubblico dettagliata e tempestiva;
  • razionalizzazione della rete di monitoraggio attraverso l´individuazione di aree omogenee.

Oltre ai due parametri microbiologici (Escherichia coli ed Enterococchi intestinali) la normativa ne prevede altri, quali la proliferazione di cianobatteri, macro-alghe, fitoplancton, e la presenza di residui bituminosi, vetro, plastica, gomma o altri rifiuti, che non vengono considerati ai fini della classificazione, ma sono tenuti in considerazione in quanto, qualora giungano a rappresentare un rischio per la salute, fanno scattare misure di gestione atte a prevenirne l´esposizione, inclusa un'adeguata informazione ai cittadini.

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Oltre alle misure di gestione, previste dal D.Lgs. 116/2008 (art.2, c.1, lett. f), vengono attuate da parte di alcuni Comuni, su proposta dell'Azienda USL territorialmente competente, apposite misure di gestione preventive. Tali misure scaturiscono da un'accurata conoscenza del profilo di costa e prevedono che, qualora le acque di balneazione siano interessate da occasionali apporti inquinanti a seguito di eventi meteorologici particolarmente intensi, venga posto un divieto temporaneo della balneazione per l'intera acqua, al fine di tutelare la salute dei bagnanti, ogni qualvolta si verifichino apporti inquinanti a mare.

ultima modifica 2021-06-30T12:21:37+02:00