Bonifica siti contaminati

Con il termine “sito potenzialmente contaminato” ci si riferisce a tutte quelle aree nelle quali, in seguito ad attività umane pregresse o in corso, è stata rinvenuta un´alterazione delle caratteristiche qualitative delle matrici ambientali (suolo, sottosuolo e acque sotterranee) tale da rappresentare un potenziale rischio per la salute umana.

La comunicazione di potenziale inquinamento viene effettuata da soggetti pubblici e privati che a qualsiasi titolo (ad esempio in qualità di responsabile, proprietario, utilizzatore di un’area, altro soggetto interessato, pubblica amministrazione etc.) riscontrino il verificarsi di eventi potenzialmente contaminanti, dispongano di analisi delle matrici ambientali con concentrazioni maggiori delle concentrazioni soglia di rischio (CSC) o accertino la presenza di contaminazioni storiche.

L’evoluzione del procedimento di bonifica, nelle fasi così come definite dalla norma, è scandito da diversi iter istruttori necessitanti specifica documentazione e modulistica. Nella differenziazione tra iter ordinari e semplificati ci sono step che necessitano di formale autorizzazione da parte dell’ente responsabile e step per i quali vige un regime di autocertificazione. Fondamentale per qualsiasi autocertificazione che la relativa dichiarazione sia corredata, già contenuta o meno nella modulistica istruttoria, da autodichiarazione ai sensi del DPR n.445/2000.

Modulistica

I moduli seguenti sono relativi alle varie fasi del processo di identificazione, caratterizzazione, bonifica, restituzione di siti contaminati. Quando sono allegati più moduli (ad es. Presentazione piano di caratterizzazione) il soggetto richiedente deve sottoscriverli e presentarli tutti.


Normativa nazionale 

D.lgs. 3 aprile 2006, n. 152  

Normativa regionale

L.R. n. 5/2006

D.G.R. Emilia-Romagna del 27 luglio 2015, n.1017

D.G.R. Emilia-Romagna 2218/2015